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Home > Cronache e foto della "Cinque passi e mi rigiro" di Capezzano P.

20 Settembre 2009 - Trofeo 3 Province, Capezzano Pianore

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Galleria fotografica di Mario Pardella

Cinque passi e mi rigiro
di Giovanni Franceschi

Questa mattina ero gasato, convinto dalla denominazione della marcia di Capezzano Pianore: Cinque passi e mi rigiro. Mi sono detto: Ora o mai più. Se non faccio una maxi oggi, agevolato da una premessa del genere, quando avrò ancora questa possibilità.
Volevo anche ben figurare per la rentrèe di Cinzia, di Franco cliente amico livornese del CimsPresidente e quella troppo attesa di Ugo.
Nelle marce precedenti mi stancavo con le 6 e con le medie, aspettando comunque, tempi migliori che tarderanno a tornare. E continuamente, arrancando ansimante, mi venivano in mente vecchie citazioni tipo: Meglio un giorno da leoni ecc. Siamo uomini o caporali di Totò ed ancora Masturbatio Grillorum dell'incommensurabile compianto Gianni Brera, che mi faceva impazzire, martellandomi le tempie. Oggi o mai più, tanto organizza la Misericordia di Capezzano e sarò in buone mani.
Ero proprio tranquillo. Ieri due tecnici di Telecom avevano risolto, dopo cinque giorni di silenzio, il problema del telefono di casa e conseguentemente dell'accesso a Internet. Altro che fulmini! Erano degli stramaledetti topastri che si cibavano del cavo sotterraneo. Da dove siete passati? Walt Disney lo avete arricchito e volete rovinare proprio me? Poi avevamo festeggiato la fine dell'estate chiudendo ombrelloni, la vasca delle paperelle, depilato giardino e oliveto. Il tutto con il rischio del crampo dell'ernia discale e comunque rinforzato dall'assenza di Marco (mio genero) che facendo palestra ogni giorno, bello ricco di addominali, ostentati allo scriba (lui con epa prominente), si è beccato una bronchite pachidermica. Così impara!
Dopo che sono partito per l'impresa, mi sono reso conto che quelli di Capezzano sono un mucchio di simpatici burloni, che abitando a pochi km. da Viareggio e dall'allegato Carnevale, hanno sempre voglia di scherzare. Erano 18 km. (di cui metà in salita) e poi mi rigiro (distrutto per terra) e non cinque passi.
Nel tratto di salita mi sorpassano gli ospedalieri (e dai) Gabriele Tiralongo e Remo Verdigi, il quale mi chiede se la mia aspirazione fosse il giornalismo, per la lunghezza del nostro diario Domenicale. Altra riflessione. Prima il crampo da trattore, ora il crampo dello scrittore, poi il crampo del sesso causa pastiglie mediche. Ci manca il crampo da grilletto della Beretta, ma forse quello è rumorosamente eccessivo.
Fortunatamente la corsa è terminata. C'è un Dio anche per i tapascioni.