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25 Ottobre 2009 - 1° maratona di Lucca

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La mia prima maratona, bravi tutti....ma io di più
di Giovanni Ciardelli

Finalmente anch'io sono entrato nel club di quelli che "....anch'io ho fatto la maratona". Debbo dire che il momento più stressante è quello relativo ai 2-3 giorni prima della maratona; infatti proprio in quei giorni, qualsiasi mio movimento era ben ponderato: ad esempio il semplice scendere uno scalino veniva effettuato con un rigore estremo e con una plasticità da discobolo al fine di evitare possibili risentimenti muscolari che seppur minimi potevano trasformarsi in dolori lancinanti negli ultimi chilometri della maratona. Per farla breve, avevo davvero paura di arrivare alla partenza non in perfette condizioni fisiche.
Sveglia alle 6:30, breve colazione a base di cereali del pacco gara e via verso Lucca; entro subito nella mentalità lucchese ed insieme a Elisabetta parcheggio a gratis anche se non proprio a ridosso del Caffè delle Mura.
Mi ritrovo quindi con i miei due colleghi di lavoro, ci prendiamo un bel caffè ed alle 8:30 ci avviamo da piazza San Michele verso il Caffè delle Mura pronti per la partenza. Come un orologio svizzero alle 8:55 arriva l'incubo più temuto dai maratoneti: lo strizzotto allo stomaco.
Mi giro verso Raffaele, non partecipante ma accorso per fare con me alcuni chilometri, e gli dico: -Raffa, mi scappa da...-. Con noscialanz (non so come si scrive) mi dice: - vai dietro il bastione e falla lì tanto non ti vede nessuno -. Ci vado, ma il bastione è recintato e privo di accesso.
Parto lo stesso (a pieno carico) e dopo mezzo giro di mura: - Raffa, aspetta provo a quel bastione -. Ci provo ma niente da fare; ....è una cosa psicologica!. Riparto.
Si lascia le mura e ci addentriamo dentro in città dove dopo una serie di viuzze ci troviamo in via del Brennero.
Il mio amico Raffa, sempre più canottiere e meno podista, mi abbandona, ma non definitivamente; continuo con le lepri delle 4:00 ore che mi scortano senza problemi al 15mo chilometro (Marlia); ovviamente a tutti i ristori faccio incetta di limoni ed acqua tanto che lo strizzotto così come era venuto se ne va; tra Marlia e Lammari decido di aumentare il passo, giusto per tenermi poco dietro le lepri. Anche il 21mo chilometro passa tranquillo. A Porcari, dove forse nessuno sapeva che passava la maratona, gli spettatori si dividono in due categorie; la prima: - ma fatela finita...è du' ore sono infila per corpa di vesti briai -; la seconda: - brava, vai, brava, vai (correva accanto a me una ragazza) - . Allora stanco, ma non lesso, mi rivolgo alla folla: - perché solo brava? Ci sono anch'io!. - Hai ragione bimbo: - bravo anche te, vai brava, dai brava, su brava -.
Mentre si lascia Porcari entra il secondo incubo più temuto dai maratoneti: - quando mi verranno i crampi?- E allora iniziano le seghe mentali: - ma quel dolorino li cosa sarà stato?; sarà mica un principio di crampo? e questo qui cos'era? Bha! Speriamo d'arrivare almeno al 31mo; semmai poi cammino e in qualche modo alla fine c'arrivo. 32-33-34 e crampi ancora niente...e le lepri delle 4:ore sempre dietro;...e vai altre seghe mentali: - mancano 8 chilometri, ovvero l'equivalente di un giro di mura più un Lilli-Salvini-Lilli. Arrivo al 35mo, forse ultimo ristoro: - signora ma dopo c'è un altro ristoro?-; - Ma mi mu, si forse bho!!!-. Riparto a razzo (si fa per dire) ed arrivo al 36mo : vai ultimo giro di mura ed un Lilli-Salvini; ed il crampo ancora niente: -strano!. 37-38. Altra sega mentale: ma al 40mo il ristoro ci sarà o no? Se si mi fermo al ristoro; se no mi fermo lo stesso; non ne posso più. Tra il 38mo ed il 39mo sbuchiamo al Media World: - ora ho capito dove siamo…! Allora siamo vicini; ma manca sempre 3 chilometri; chi mi ci porta all'arrivo. Prima di entrare sulla Pesciatina assisto ad una scena davvero commuovente; la moglie e le figlie di uno che correva accanto a me avevano appeso fuori casa loro un cartello: - "VAI PAPO... "-.
Poi la commozione passa e mi sovviene un pensiero: - dove cazzo sarà lo Zanchi? -. Insomma, sulla Pesciatina prima di entrare in porta Elisa c'è il sottopasso:- noooooooooooo. Non so se sono andato più piano nella parte in discesa o in quella in salita. Entro finalmente in porta Elisa e vedo un vecchiettino che mi si avvicina: - ...o cosa vole luilì penso... -. - Dai Giova è quasi finita -. - Ah, ciao Babbo, ma non eri a Marina alle tre province? -.
Si corre qualche centinaio di metri insieme e poi lui prende una scorciatoia, io giro a destra e vedo da lontano la scritta 40mo: - Lilli - Salvini ed è fatta. Certo però due chilometri sono ancora tanti. Ma allora c'è il ristoro!!! Mancava ancora 100 metri al ristoro ed urlo: - ce l'avete l'acqua?-. - siiiiiiiiiiiiiii.-
Bevo e faccio 10-20 metri di passo. Ma sono quasi arrivato! ; e riparto....dopo un po' ritrovo mio Babbo e mi si affianca in bici anche il ritrovato Raffa: - Dai Giova, è finita -; Riccardo te vai a dritto che tagli; ci si vede dopo -.
- Dai Giova l'ultimo chilometro poi ci sono gli applausi...- eccolo: - il crampo, coscia destra, sopportabile.
E poi il numero più bello del mondo: 42. Sono arrivato. No...: ancora 195 metri...da lontano vedo l'arco gonfiabile, sempre gonfio, non lo hanno ancora sgonfiato.
Chiudo in 3hr 56' 56'' contento come una Pasqua.