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Pian del Quercione in preparazione della mezza di Pisa

di Giovanni Franceschi

Domenica scorsa ho dato appuntamento ai miei 35 lettori (sono incrementati) per la divulgazione della preparazione alla mezza Pisana.
Rimanga tra noi, anche per il costo che ho dovuto sopportare. Quando camminavo a passo veloce, impiegavo 9'/km.; per fare conto pari, non essendo ferrato neanche in aritmetica, partiamo da 10'/km per arrivare agli auspicati 7'/km.. Un miglioramento così elevato presuppone fotocopiare gli allenamenti dei kenioti sui loro altopiani. Per chi segue i percorsi delle tre Province, problemi zero.
Le mie ripetute in montagna sono fattibili tutte le Domeniche e durante la settimana c'è la salita dei Quattro Venti a Molina.
Mi alleno non più di 2 volte al giorno ed eccezionalmente, preso dall'umore favorevole, anche una terza volta, ma senza eccedere nello sforzo muscolare. Il primo dei due allenamenti inizia alle 5 del mattino e rigorosamente a digiuno per abituare l'organismo a bruciare i grassi (in questo caso devo scansarmi per non essere intuccato ed essendo a digiuno anche per l'alito nefasto). Il secondo allenamento si effettua dopo una cena a base di pappardelle alla lepre (tagliole di S.Rossore) e dei buoni gotti di Chianti Classico per abituare il fegato a lavorare con celerità, senza mai scendere sotto i 3'/km. per non affaticare troppo l'organismo.
Ho dovuto inserire 1-2 volte la settimana, per variare i percorsi, delle ripetute Calci/Monteserra (almeno tre volte) e sempre per simulare la corsa in salita dei keniani. In questo ultimo caso si consiglia abbigliamento NIKE e un pò di ceretta nera da cospargere sulle parti più bianche del corpo. Il Sabato si può riposare anche per 10/15 minuti. Per il resto, il consiglio da seguire è tagliare l'erba verde del prato (ho un bel vantaggio in questo, avendo tre trattori) e fare ripetute in cucina con Adriana nel prepare quei 5-6 dolci e una decina di focacce al sale, che devo tassativamente consegnare alla famiglia del Cecchella MEGAPRESIDENTE e a quella dei Matteucci, che di cariche ne hanno poche.
Il massimo dell'orgasmo (sportivo perchè altri non ne conosco) è riservato al lungo Domenicale (Dino non ti riguarda, tu sei corto ). Cronometro al polso, coltello tra i dentoni (i miei) e ago e filo per suturare le ferite che mi procuro nell'agone sportivo all'interno di Quelli della Domenica. Alle tre Province è obbligatoria la lunga, da ripetere almeno 2 volte. pagando un solo cartellino, perchè sono attualmente disoccupato, arrivando regolarmente prima del Ciardelli e del Matteucci, in attesa di massacrare Ugo quando rientrerà alle competitive. Nel caso dell'allenamento Domenicale, tutto è consentito, compreso il doping a base di grappe friulane.
Ho la certezza che con questo carico di lavoro, accessibile alla maggioranza dei podisti, terremo alto il gonfalone Pisano, come ieri a Parma.
Salutoni Giovanni