Il Gruppo Contatti Chi Siamo Come Associarsi Sezione Soci
BABY
Training
Rubriche
Bravi tutti
di A. Gelli
Interviste
di G. Franceschi
Home > Articolo

17 Maggio 09 - Maratona di Pisa

Foto

Galleria fotografica di Nino Ottaviano
Galleria fotografica di Mario Pardella

La Safety Car alla mezza di Pisa
di Giovanni Franceschi

Chi segue l'automobilismo conosce bene la Safety car; è una Mercedes che entra in pista, durante un Gran Premio, quando si verifica un incidente che coinvolge alcune vetture, permettendo agli addetti di ripulire il percorso, senza interrompere la corsa. La Safety Car si mette in testa seguita dalle monoposto. Oggi questa auto mi ha addirittura seguito per la mezza di Pisa, con a bordo il professore cardiologo, la dott.ssa oncologa che si è affezionata e sta con me da 5 anni, il medico generico, l'infermiere rigorosamente diplomato e il massaggiatore che sicuramente sarebbe servito. Tutti questi professionisti si sono offerti "a gratis" (meglio sono disoccupato) per assistere all'evento, per loro impossibile, di correre 21 km. a 7' a km. Ero molto tranquillo e rilassato, la preparazione (elencata sul servizio di Pian Del Quercione) era ben articolata, anche se non eccessivamente impegnativa. Per maggiore sicurezza, tra Venerdì e Sabato mi hanno appiccicato anche un holter pressorio, per meglio comprendere la mia condizione. Siamo andati a Navacchio insieme al Ciardelli Giovanni, con l'auto di Raffaele Matteoni, in quanto sulla Safety Car non c'era posto. Il Cecchini e il Patanè indossavano una maglia stampata in maniera strana. Questi giovani non li capisco. Molti podisti sudavano come fossero in sauna, vedevo che correvano e non capivo il perchè. Ho pensato che essendo già stanchi, dopo li avrei fregati.
Macchè. Al via sono partiti come cavalli imbizzarriti dalle spine sotto la sella (tipo Tex Willer), e io tranquillo che mi ripetevo dove volessero andare. Il Prof. Cardiologo, il giorno prima, mi ripeteva di andare piano. Lo rispetto molto, ha anche studiato. In breve ho impostato lo Zenith d'oro, regalo della mamma 42 anni orsono per il matrimonio, per arrivare agli agognati 7'/km. Ogni poco venivo auscultato dai medici in Car, perchè stava subentrando un nuovo problema. Pensavo che il percorso si sviluppasse su tracciati all'ombra come alle tre province, ma non c'era un albero a pagarlo. Il sole picchiava come a ferragosto e gli organizzatori, sapendo che amo le salite, mi fanno passare da Calci. Buttala via la Certosa, c'erano anche turisti stranieri che hanno pagato. E io a gratis. Riccardo, che faceva la spola in bici tra suo figlio, me e la figlia Federica, che stava partorendo, mi rassicurava che ero il primo della maratona.
Ugo che pure lui era in bici, mi ha preso a Ghezzano, quando ero in piena forma, diceva che si trovava per caso sul tracciato, per un appuntamento, e che non mi avrebbe seguito. Invidioso.
Finalmente arrivo in città. Al ponte della Cittadella mi passa uno (tanto era marocchino e non valeva), scortato dalla polizia. Spero lo abbiano arrestato. Finalmente P.za dei Miracoli, mi supera anche il Peretti, e fanno quattro. Passo l'arrivo in 2 ore e 35. Mi stendono sul lettino per i crampi. Che media ho tenuto?