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Montemagno - 40° marcia del Trofeo delle 3 Province

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26° Sgambata Montemagno
di Giovanni Franceschi

Italiano popolo di poeti, navigatori, dicono mafiosi, di veline e politicanti e anche di e fortunatamente di goliardi. Di questi ultimi mi sono occupato questa mattina in occasione della gara di Montemagno.
Siamo partiti da Migliarino con tre mezzi privati (forse in futuro servirà un pulmino). Apripista era Cinzia con a fianco il Principe dei siti Marco e Elisabetta; sull'Ammiraglia con me al volante il MegaPresidente Claudio e dietro la First Lady Franca con i due Matteucci maschi (speriamo)
. A coprire le spalle la macchina del VicePresidente Cims Riccardo con Giovanni suo figlio. Come sempre arriviamo tra gli ultimi e i parcheggi sono al limite della capienza. Nessuno si preoccupa. Vai avanti, vai avanti. Ma dove cavolo devo andare? Io sono sempre precisino. Arriviamo all'ultimo sbarramento, dove si trovava pure un vigile e il Ceck borbotta che faceva parte della scorta del Presidente, e passa ; arriva l'auto Ammiraglia e forzatamente passa; la terza del vice porta un cartellone che deve essere esposto e passa pure lui. Da questo punto di vista la giornata è cominciata alla "Amici miei" e cioè in maniera simpatica e divertente.
Per quanto concerne le veline ed i politicanti mi sono trovato per la prima volta a dare ragione al dipinto, unto del Signore, che è meglio lavorare con i telaioni, che ho visto su giornali e riviste, che avere vicino politici maschi che emanano tanfi (anche quelli vomitevoli) e con l'alito scifoso e maleodorante. Di poeti e navigatori mi occupo poco. Di mafiosi mi informo maggiormente.
La corsa di oggi mi riconduce in quel di Massarosa. Appena ho intravisto il cartello "Gualdo", ho avuto una crisi di rigetto. Ho chiesto a Luca Petricci se era la stessa località di 15 giorni orsono e quando ha risposto affermativamente, dicendo che dovevamo salire ancora, mi sono sentito mancare (come dicono le signore bene) e una voce, questa volta non tedesca, forse polacca molto simile a quella di Papa Voitiwa mi diceva "continua pure, ti sto aspettando". Ed un'altra voce simile a quella del miglior giornalista sportivo del dopo guerra, Gianni Brera che dichiarava "Ti sia lieve la terra". Porco mondo ladro (come il Governo) io sono zavorrato, ho delle palle di ferro (solo quelle) ai piedi, sono schifato da tante nefandezze (non podistiche, non si sa mai, potrei essere frainteso), ma non ho molta voglia di scoprire luoghi che non conosco. Voglio solo correre per divertirmi, per stare possibilmente bene e per passare alcune ore con gli amici.
Arrivo finalmente alla conclusione, stanco quasi morto, e mi informano che il MegaPresidente, il Ceck apripista, il Puccini, Enrico Barni con altri, appena arrivati sono ripartiti perchè la corsa era troppo breve. MALEDETTI.
Domenica prossima, a Nugola, Vi saranno sufficienti 18 km.? Per me avanzeranno.

 
Montemagno...ma di Camaiore...
di Claudio Cecchella

Iniziamo la breve cronaca con un appunto geografico, il Montemagno calcesano non era interessato dalla consuetudine della Festa dei lavoratori, come alcuni cari amici dell’alta Vald’Arno hanno ritenuto risolutamente, tanto da recarsi sui tornanti del Serra presso l’omonima ridente localita’ del Monte pisano, per poi presentarsi alla partenza del Montemagno versiliese verso le 08:40, un po’ – diciamo così – trafelati....
Insomma dalle partenze anticipate alle partenze posticipate, che sia iniziata una nuova “prassi” con la quale presto i soloni del cims dovranno misurarsi? Ai posteri l’ardua sentenza.

Anche io – a modo mio – pur venendo da oltre quindici anni nei luoghi, il 1 maggio, ho posticipato qualcosa, il percorso della sei chilometri, poiché la quindici – in realtà dodici – mi ha dato la sensazione di un risciacquo della bocca, come i napoletani quando bevono il caffé, allontanando i sapori e l’alito da contaminazioni con altri gusti o percezioni, attraverso un bicchiere d’acqua, per poi assaporare l’aroma del caffé servito nella tazzulella calda calda ...
Dunque un quindici più sei, che mi ha consentito di recuperare sui percorsi gli amici, noti “ideologi” delle non competitive.
Dopo i grigiori di una stagione che tarda a venire, finalmente la luminosità giusta, le trasparenze sulla Versilia, e sulla sua campagna digradante al mare, il godimento della macchia prealpina (mi riferisco alle Apuane) con i suoi verdi cangianti dal cipresso e leccio cupo, al chiaro verde di robinie e piante aromatiche mediterranee, sino al grigioverde di olivi.
Potrei correre a memoria la marcia di Montemagno, a occhi chiusi, per cui non mi ha disturbato piu’ di tanto una certa scarsa indicazione sul percorso: salita sullo sterrato iniziale, poi rapida discesa sino al Pitoro, ancora salita verso Gualdo, “falso piano” del Ghilardino, ancora Pitoro, e rientro dopo nota storica pettata sui monti dove principia la Freddana.
Tempio del podismo come del ciclismo.
Ai ristori e ai controlli una bellezza femminile rara, che ha ingentilito una marcia e esaltato le dote goliardiche di Arturo e del fratellino, con in coro l’amico Ale Picc e il sottoscritto.
Ora fatemi sognare Nugola e le sue messi di grano, prossima tappa della Kermesse non competitiva.