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8 Novembre 2009 - Trofeo 3 Province, San Casciano

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GLI ANGELI DALLA FACCIA SPORCA
di Giovanni Franceschi

Settimana corta con le olive, abbiamo lavorato solo Venerdì pomeriggio e l'intera giornata di Sabato. Avevo voglia di tornare alle corse, avendo due validi motivi per farlo. Il primo per la linea; un mese inattivo mi preoccupava e il pesa persone del bagno cominciava a sbuffare. Noi giovani dobbiamo preoccuparci di mantenere un fisico non debordante e questo convincimento deve essere esaudito. Il secondo motivo è dettato da una forte provocazione dell'amico (??) Ciardelli. Puntuale, ogni Sabato mattina si presenta all'appuntamento per la raccolta e in seno alla famiglia, aumentava il coro dei peana, applausi a scena aperta, spuntini e abbracci. Ieri, Sabato, la confessione, uscitagli di bocca spontaneamente, che ha fatto crollare la nostra, sin troppo, semplicistica convinzione. L'uomo ci aiuta non per amicizia o per stare a contatto diretto con la natura, ma solo per abbreviare il mio lavoro, per consentire un mio ritorno più rapido alle marce. Il fenomenetto, allenandosi due volte in settimana, aspetta con ansia il mio ritorno, perché stanco di arrivare ultimo del gruppo, spera di passarmi il servizio scopa. Con questo scritto, desidero fare questa denuncia ai frequentatori del sito, per una maggiore conoscenza del cosidetto: Buon Riccardo.
Viaggio per S.Casciano con Franca e Dino, dove ci aspettava una giornata infernale, che avrebbe procurato brividi di freddo anche ai pinguini. Dopo un breve, piacevole incontro con Remo, degli Ospedalieri, siamo partiti con Riccardo e Ugo. Vedendo la cadenza del passo, due avanti e uno indietro, mi sono venuti in mente gli ANGELI DALLA FACCIA SPORCA, talentuosi calciatori arrivati in Italia fine anni cinquanta, primi sessanta, diventati oriundi. Si trattava di Humberto Maschio, Antonio Valentin Angelillo e di Omar Enrique Sivori; tre fenomeni del pallone. Il primo, interno destro dalla tecnica impeccabile, dopo poche partite giocate a Bologna, venne classificato come "Il giocatore da Cabina di Regia". Il secondo, acquistato nel 57 da Angelo Moratti, per la cifra esorbitante di 90 milioni di lire, possedeva tocco elegante, tecnica superiore, driblava gli avversari, come Alberto Tomba i paletti. Il suo record di 33 goals non è stato ancora uguagliato. Arrivando all'Inter il mago Herrera, i due entrarono subito in collisione e Valentin fu costretto a lasciare. Il terzo, Sivori, denominato "El Cabezon", per la capoccia abbondante, portava costantemente i calzettoni abbassati, tanto era difficile colpirlo, aveva il sinistro magico, faceva tunnel a tutti e con Boniperti e Charles contribuì ai grandi successi della Juve di allora. Odio viscerale con H.H, mi ricordo di una pallonata tirata da Sivori, contro la panchina di Herrera, durante una gara di campionato. Un trio fantastico, che tuttavia non fece le fortune dell'Italia calcistica. Infatti i tre, naturalizzati italiani, indossarono la maglia azzurra. Ai giorni nostri, miglior fortuna ha assistito Mauro German Camoranesi.
Il motivo di questo raffronto con gli eroi del calcio è legato alla nostra lentezza nella corsa odierna come loro e a una brillantezza di tocco, la loro, mentre noi brillavamo nel maledire la scelta di essere venuti a correre con quel tempo, anziché stare tra le coperte. Inoltre noi avevamo anche i piedi e le gambe sporche, non solo la faccia.
Siamo comunque riusciti a tagliare lo striscione dell'arrivo e purtroppo, sono arrivato ultimo dei tre.