Strapazzata - 38° marcia del Trofeo delle 3 Province
Galleria fotografica di Mario Pardella
Eravamo 2300 a correre in S.Rossore e noi di Quelli della Domenicain una ventina, ospiti compresi. La Strapazzata segue,
secondo calendario, l'Eco Marcia dei Monti Pisani e serve a bilanciare le asperità delle Colline nostrali con la pianura
e le radici dei pini della ex tenuta Presidenziale. Domenica scorsa un tizio non propriamente sobrio, ha parlato di
criminalità organizzativa, ma il buon Marco Cecchella, del resto ottimo nella scelta e nella bellezza dei percorsi,
non è minimamente sfiorato dalle difficoltà altimetriche Domenicali. Lui non le vede, non le avverte, non le
subisce. Le supera e basta, non pensa al povero scriba di questo modestissimo commento, che deve lottare, quando
va bene anche con le stramaledettissime radici dei pini, che decidono di uscire dal terreno anzichè fare come
la maggior parte delle piante che hanno cervello, e che le fanno penetrare per bene nel terreno. E cosa c'azzecca
questo con la Strapazzata? C'azzecca eccome. Quelle vecchie scrofe di Ugo, Riccardo, Dino e Co aspettavano anche oggi
la caduta a pelle di leone del sottoscritto, abbarbicato da quelle liane che provengono da sotto. Sarebbe stata
la terza delle ultime tre marce in S.Rossore. Ho dovuto pertanto allenarmi non sulla resistenza, ma sulla tecnica
di corsa ritmando con passo agile, elegante, felpato per superare agevolmente le asperità del percorso. Ad un certo
punto mi sono fatto sorpassare (volutamente) dal Cecchella Professore che mi ha chiesto perchè correvo con il fondo
schiena così eretto. Ho risposto con eleganza che anche Adriana si chiede perchè eretto è soltanto il fondoschiena.
Aimè. Con la stessa eleganza di prima, io e Riccardo, all'ultima deviazione della 15 e della 21, abbiamo tirato dritto
scorciando è vero un paio di kilometri, ma evitando altresì di incontrare ulteriori difficoltà, privando i tre simpaticoni
di prima della soddisfazione di vedermi per le terre.
E domani chi mi porta a Marlia?


