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Home > Cronache e foto della "Da qui a lassù" di Uliveto.

27 Settembre 2009 - Trofeo 3 Province, Uliveto

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Galleria fotografica di Mario Pardella

Da qui a lassù
di Giovanni Franceschi

Dopo alcuni kilometri pianeggianti, all'inizio del tratto di salita, ci siamo resi conto che non eravamo nell'anticamera dell'inferno; era l'inferno. Dietro ogni curva ti aspettavi Belzebù con il tridente, tanto che ho sperato si presentasse per andare ad inforcare, trascinandoli nel più profondo degli Inferi, quei delinquenti schifosi che hanno incendiato, in sei punti diversi, le colline sopra Uliveto, arrivando anche sulla provinciale. Vedere gli olivi bruciati e caduti per terra, con ancora le olive attaccate ad un passo dall'imminente raccolto, mi ha fatto così male, da farmi interrompere tre volte la corsa, per dolori addominali. E pensando ai miei 500 olivi, che con grande fatica seguo settimanalmente, mi viene, ancor più che naturale, l'invio a quei miserabili piromani, dei più sentiti e calorosi stramaledetti accidenti.
E' stata proprio una pessima settimana. Max Mosley, il capo della FIA, quel tipo fotografato, mentre veniva fustigato da due/tre compiacenti signorine. Solo così avrebbe trovato la giusta eccitazione, per soddisfare (a pagamento), le proprie voglie sessuali. A giorni dovrà lasciare il posto di comando nella formula Uno ed ha voluto rendere la pariglia a Flavio Briatore, facendolo eliminare dal circuito automobilistico mondiale, per l'incidente voluto e denunciato da Nelson Piquet jr. Ha messo lo zampino anche il patron Bernie Ecclestone, quel tipo con la frangetta bianca, che gli scende fin su gli occhiali. Ma sono tutti uguali i potenti che portano scarpe maschili con i tacchi? Flavio era il nostro mito vivente. Il coetaneo, quasi, brizzolatone, con la pancetta, proprietario del Billionaire, locale sardo, frequentato da Vip e fanciulle con dei telai, che il compianto Enzo Ferrari avrebbe brevettato per i bolidi rossi di Maranello. Con alcune di queste maggiorate aveva frequentazioni sul suo "pattino". Pensate a Naomi e alla Gregoracci, Elisabetta, tanto per fare due nomi a caso. Hanno voluto eliminare il nostro idolo, la nostra aspirazione, la rivincita di noi anziani, che non si vogliono punturare.
Forza Flavio, vogliamo la rivincita. Prendili a calci nel fondoschiena (come vorrei fare io, se mi capitano a tiro, con quegli ometti che ho frequentato per lavoro, negli ultimi anni). Flavio sei tutti noi!
Ho incontrato Remo e Gabriele, degli Ospedalieri, chiedendo se il pezzo di Domenica scorsa, era ancora troppo lungo. Risposta, computer guasto. Ho chiesto alla Bea, le Sbarre, se ha gradito la foto in calce (non a Calci) all'articolo di Capezzano. Risposta, non visto. Ma per chi scriviamo, se nemmeno gli addetti ai lavori, ci degnano di uno sguardo.
Ci rifaremo, in gruppo, con la spalla vinta oggi.