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XXXVI sgambata tra i colli degli etruschi

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Miracolo a Volterra
di Giovanni Franceschi

Era il Settembre 1965. Avevo 22 anni e lavoravo come agente di commercio con la Talmone Venchi Unica, produttrice di cioccolato e biscotti. Tra i miei clienti figurava lo spaccio del manicomio di Volterra. Quando arrivo, chiedo all'incaricato agli acquisti, chi fossero quella quindicina di donne presenti. Mi rispose che erano pazienti in via di guarigione. Una smentita più veloce non poteva arrivare da lì a poco. Mi trovai accerchiato come il Generale Custer a LIttle Bighorn. Non sono mai stato un piacione, ma con ogni probabilità, a loro stavo bene comunque. Il pronto intervento di alcuni infermieri e una ritirata precipitosa, mi tolsero da un impiccio molto serio.
Sono tornato a distanza di 44 anni e questa volta solo per correre (al solito, si fa per dire). Nella macchina di Riccardo abbiamo preso posto io con il Consani degli Ospedalieri e il nostro Luperini. Davanti c'erano il Gelli e MIRACOLO a Volterra, anche ANpelio Busdraghi. Abbiamo fatto molta confusione, pensando che Andrea e ANpelio fossero la stessa persona e personalmente faccio pubblica ammenda, anche perchè sono stato redarguito dal Dottore Neurologo di Pordenone.
Fisicamente sono agli antipodi. Uno è sui 35/36 anni, alto 1,86 mt., abbronzato, con moglie (graziosa) e figlio maschio di 9 mesi. L'altro ha 75 anni, basso 1,50 mt., spelacchiato, fuma sigari pestilenziali e sputacchia in continuazione. L'occhio però è molto vispo e lo sguardo, quando sbarchiamo a Volterra, si indirizza inderogabilmente verso il fondo schiena delle signore presenti, incuriosite dai podisti e dal loro abbigliamento multicolor. Devo confessare la mia difficoltà nella vicinanza a questo ometto, che parla in vernacolo stretto, mentre io mi esprimo in un Italiano impeccabile, espressione di un lignaggio curato, appreso dalle letture del Bonelli Editore, e messo in bocca al suo personaggio preferito, Tex Willer.
Ero reduce dalla meticolosa preparazione per la mezza di Pisana, per cui, con i recuperi eseguiti in settimana, ho mantenuto, nella città dell'alabastro, una condizione davvero ottimale. Infatti lavorare per 4 ore con il decespugliatore e altre 8 con il rasaerba, nei giorni di Giovedì e Venerdì, ha contribuito a migliorare la muscolatura e particolarmente gli addominali.
Ieri Sabato, mi avevano parlato di temperature miti a Volterra. Il grande Romeo Anconetani, con il suo Pisa calcio, veniva a fare la preparazione precampionato, proprio da queste parti. Qualcosa deve essere cambiato, nel frattempo, perchè dal caldo che faceva, mi sarei persino depilato, facendo così il paio con quella di Domenica scorsa. All'arrivo non c'era il Cecchella Marco, ma la giornata mi è stata rovinata ugualmente. E' stato Simone Luperini, che ha impiegato 1 ora, 18 (sarei tentato a crederci) e io con il Ciardelli e il Gelli 2 ore, 30. Tutto questo perchè, anche oggi, ho dovuto aspettare i due lungagnoni; mi accorgo di essere troppo generoso. Domenica prossima ciascuno farà la propria corsa; così imparano.
Nel viaggio di ritorno due scoop.
Il primo, che il Dottor Neurologo Andrea Gelli, ha inviato una sua personalissima intervista, per differenziarsi dall'Ampelio. Il secondo che il Busdraghi, mentre ci cambiavamo l'abbigliamento della corsa, vedendomi così asciutto, tirato a lucido, inginocchiandosi, mi ha pregato di passargli la tabella di allenamento, che mi ha portato ai risultati che conoscete.
La mia generosità non ha limiti.