20 Giugno 2010, Trofeo delle 3 Province - Ghezzano
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Galleria fotografica di Aldo Passetti
Alcuni secondi prima del tuono mi sveglio, pensando di non aver sentito la suoneria dell'orologio fissata alle 5,10.
Incubo, erano le 3,40 e la giornata iniziava nella peggiore delle ipotesi possibili con l'ennesimo temporale che
prometteva di rompere le uova nel paniere al povero Pardella, inguaiato con l'organizzazione della sua XII marcia
denominata, con eccessiva presunzione, tra i prati di Ghezzano; meglio tra i campi di Ghezzano.
Con l'amico Marcello e i suoi soci, abbiamo allestito le iscrizioni rivedendo, ancora una volta, l'intero panorama
domenicale delle Tre Province, impreziosito dalla presenza del presidente Cecchella libero da impegni di lavoro.
Al conteggio finale, il panico ci ha messo in una condizione angosciante per la mancanza di 42 euro. Abbiamo
riscontrato tre volte i cartellini rimasti che non corrispondevano all'incasso, ma niente portava i conti al
pareggio.
Il nostro Riccardo, che assisteva al dramma, ha visto sul tavolo delle iscrizioni una piccola cassaforte retaggio
di qualche gruppo e aprendola ha recuperato il tesoretto mancante. IL responsabile di quel gruppo dovrà comprare
un nuovo contenitore per domenica prossima.
Dopo le nove parto per la corsa solo come un cane e seguendo la segnaletica mi porto sulla 10. Dopo 2/3 km. mi
imbatto in una tipa non conosciuta che, provenendo dalla parte di Calci, mi veniva incontro piangendo e gridando
al limite della crisi di nervi. Mi sono preoccupato perché sul percorso c'erano Evaldo, Enrico e il Ceck e ho pensato
che la tipa avesse subito uno shock alla sola visione del terzetto, ed essendo io il segretario, correvo il rischio
di aprire il sempre semivuoto borsellino del gruppo. La crisi isterica portava la signora a inveire contro gli
organizzatori che l'avevano, a suo dire costretta a percorrere, contro il proprio volere, la 22 anziché la 10. Non mi
è stato difficile farle capire che la segnaletica era esatta, mentre non esatto era il contagiri posto nel cranio che
portava l'incauta podista, nuova delle nostre marce, a non osservare con la dovuta attenzione, la corretta sequenza
delle varie deviazioni.
I consigli dell'amico Luigi Principato (a proposito complimenti per la prova di Meucci agli europei per nazioni sui
5.000) mi consentono di migliorare continuamente riportandomi ai livelli del passato.
Come la mettiamo amico Ciardelli?




