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2 Giugno 2010, Trofeo delle 3 Province - Torretta Vecchia

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VIII TROFEO DINO VALERI - CHI L'HA VISTO?
di Giovanni Franceschi

Ci siamo lasciati con la marcia degli Etruschi perché Forcoli coincideva con la prima Comunione del nipote Nicola, figlio di Susanna mia primogenita.
La redazione si augurava tornassi più buono e più competitivo di prima, dimenticandosi di aggiungere, "E con migliore memoria".
Più buono non è possibile perché sono una pasta; non mi incavolo, sono tollerante, in pratica non riesco a trovarmi difetti. Più competitivo in che cosa? Nella vita, sul lavoro o sul podismo? Il buon Ciardelli si riferisce sicuramente alla corsa ma non riesco a correre sotto i quattro al km. per cui devo farmene una ragione. Sul terzo punto che meriterebbe una analisi più approfondita, si può discutere.
Il titolo del pezzo pone una domanda angosciata, riguardo il timbro Cims usato per la timbratura dei cartellini dei soci dei singoli gruppi. Il timbro riporta un numero e la denominazione del club e viene custodito gelosamente da Enrico di Prato incaricato alla bisogna dal consiglio del gruppo. Saltuariamente, in caso di assenza forzata del figlio di Maura, viene a me consegnato per espletare gli obblighi domenicali. Per evitare di essere inquadrato nei posti e nelle posizioni meno consone, perché non riesco ad arrivare in tempo per occupare un tavolino e una sedia, il compito delle iscrizioni mi viene assegnato unicamente come riserva di Enrico. Visto, come detto prima, che non mi incavolo mai, vorrei sapere dal Presidente e dal Vice del Cims, che casualmente militano nel nostro gruppo, per quale accidente di motivo non sono state fatte due copie dei timbri.
Ho pregato il Barni di lasciare l'oggetto in questione sulla ruota della macchina, che è posto dove nessuno va a sbirciare e lui diligentemente ha fatto quanto richiesto. Siamo andati alla macchina tre volte per cambiarci, per accompagnare Giovanni, poi Dino che arrivano sempre dopo, senza mai controllare sulle ruote se l'oggetto fosse dove richiesto.
Parto e durante il viaggio di ritorno mi ricordo del fatto e i miei compagni di viaggio si chiedono se parlavo di quella cosa azzurrina, stritolata dalle gomme, nuove, della mia auto.
Arrivo a casa e Enrico chiama sul cellulare, chiedendomi se è giusto che noi gli riconosciamo soltanto il merito di avere avvicinato Maura (La Santa) alle corse podistiche.
Dovremo riflettere su questo.
E il timbro?