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29 AGOSTO 2010 - 10° Marcia in Val Turrite

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La leggenda del Piave

di Giovanni Franceschi

Nella notte tra il 23 e il 24 maggio del 1915 l'Italia entrava in guerra nel tentativo di completare l'unità della nazione, tentando di liberare il Trentino e la Venezia Giulia dal giogo austriaco. Il nostro esercito passò il fiume Piave verso la frontiera dell'Austria. Purtroppo il 24 ottobre del 1917 il nemico ci inflisse una sconfitta a Caporetto, che negli anni diventò sinonimo di qualunque disfatta italica. Le perdite in vite umane furono enormi e fummo costretti ad arruolare anche giovani di 18 anni, classe 1899, definita in seguito" Classe di ferro" e sotto la guida del Gen. Armando Diaz ci attestammo sulla frontiera Monte Grappa/Piave dove nel giugno 1918 con una controffensiva violenta, ributtammo oltre il Fiume le divisioni nemiche, infliggendo loro 150.000 morti. Il 24 ottobre 1918 a un anno esatto dalla disfatta di Caporetto, l'offensiva italiana portò alla vittoria di Vittorio Veneto e dopo aver catturato centinaia di migliaia di prigionieri, le nostre truppe entrarono trionfalmente a Trento e Trieste costringendo l'Austria a chiedere l'armistizio. Solo allora il Piave trovò la pace delle proprie acque. Forse troppo, perché rimase l'unica vittoria italiana.
Sono passati 95 anni dall'inizio della prima guerra mondiale e non sentiamo minimamente la necessità di ripercorrere quei momenti, ma i luoghi della marcia odierna e la maglietta, da me ostentata in serenità e a uso sportivo, mi hanno riportato indietro quando alle scuole elementari fui consigliato alla lettura del "Piccolo Alpino". Eravamo in molti a S.Rocco in Turrite con i f.lli Cecchella e Elisabetta, con Maura e Enrico, Franca e Cinzia e i soliti tre, che sono ancora a dirigere il gruppo, i cui componenti sembrano si siano risvegliati al ritorno dalle ferie dell' uomo Unicredit (attento a Gheddafi!). Le foto che Marco ha fatto, mostrano il logo Piave, risorto per amor di patria a scopo commerciale, nella presunzione di combattere i nuovi avversari, questa volta cinesi, nel mercato degli occhiali. Ora come allora, forze italiane contro un nemico, in grado, comunque, di fare vittime come a Caporetto. Il Monte Matanna, che dominando la Versilia e le colline circostanti, offrendo uno scenario fantastico da cartolina da esporto, si ergeva contro di noi che cercavamo di superare la vetta a oltre 1.100 mt. sul livello del mare, come il Grappa che fronteggiava gli austriaci. Giornata memorabile che avrebbe dovuto avere una durata maggiore e da domenica prossima il ritorno alla campagna acquisti.