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Home > Cronache e foto della corsa di San Miniato.

28 Febbraio 2010, Trofeo delle 3 Province - Cascina (La Verru'a)

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XXXXIV DALL'ARNO ALLA VERRU'A
di Giovanni Franceschi

L'articolo odierno doveva essere dedicato a una graziosa ragazza bionda da poco arrivata nel nostro gruppo, ma sono stato dissuaso dai fatti di questi giorni, che hanno aumentato quella nuvola nera che periodicamente mi affligge. Dopo Haiti il terremoto ha visitato anche il Cile, dove i morti accertati a oggi, sono oltre 400, ma sicuramente aumenteranno. Strade, ponti, porti e palazzi spazzati via come fuscelli, da oltre 100 scosse in 24 ore, che si sono accanite contro il popolo e le cose dei cileni. E' la storia che chiede sempre il conto alla povera gente a cui il bene viene perennemente negato e che pagano dazio per l'incuria e l'ingordigia di coloro che dovrebbero salvaguardarli. Per fortuna lo tsunami non ha toccato le coste cilene, quello arriva quasi ogni giorno nelle cronache dei giornali e televisioni italiane. Credo che la maggior parte delle persone siano oneste e il voltastomaco che proviamo nel verificare disonestà, interessi privati, disprezzo per il popolo sovrano nell'interesse di pochi eletti, va oltre ogni limite. Settimanalmente scriviamo di podismo senza avere meriti, qualifiche e preparazione culturale adeguata, ma solo per il gusto del divertimento. Spesso però, la spietata legge della vita, ha il privilegio sui racconti delle corse domenicali che ci vedono protagonisti.
L'ultimo giorno di Febbraio non verrà da me dimenticato tanto facilmente. Sono arrivato ultimo del mio gruppetto, staccato, non soltanto da Chiara, che soffre per tutta la corsa e poi trova l'energia per passare come prima all'arrivo, ma anche Marco Bracci mi ha fatto ingoiare la polvere e Dino pure, dopo aver corso 4 km. in più. L'amico Passetti, prendendomi per i fondelli, gridava che li posso battere solo a pesca. A metà percorso un podista, nel sorpassarmi, mi ha chiesto se da giovane, giocavo a calcio come mediano. Questo ruolo è stato enfatizzato da tale Luciano Ligabue che cantava "una vita da mediano", esempio di calciatore privo di tecnica, adatto solo al gioco rozzo, in difesa di coloro che di tecnica abbondano. Il tipo, facendomi quella domanda, voleva significare che il mio passo rasentava la schifezza. Ma lui chi era? Platini!. Poco prima un energumeno con voce baritonale ha cominciato a gridare: campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo. Visto che correvo con Marco Bracci mi sono esaltato, sperando di far parte di quel contesto, ma quello non pensava minimamente al sottoscritto, ma soltanto al fenomeno del volley. A completare la giornata c'è stato il problema denominato la "vendetta di Montezuma", ma non c'erano colpe da addebitare all'antico re degli Aztechi. La colpa era dei fagioli cannellini imbevuti nell'olio di mamma Adriana.