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30 Gennaio 2011 - Cascine di Buti
XXXII maratonina delle colline cascinesi

Foto
Dalle pantegane agli stalloni al podismo
di Giovanni Franceschi

Si chiamano topi, sorci, ratti, pantegane cambiano il nome in base alla regione, ai dialetti e alle dimensioni e si racchiudono in 56 tipi o razze.
Il topo può essere addomesticato, in particolare quello di colore marrone e in cattività è animale pulito ed è considerato di compagnia e con grande diffusione in special modo nei paesi occidentali. Apprezzato per la socievolezza e per l'intelligenza è stato sfruttato dalla fertile mente di Walter Elias Disney, meglio noto con il nome di Walt Disney, nei fumetti e nei cartoni animati.
L'umorismo inglese fa venire le lacrime agli occhi a noi italiani, abituati a ben altro, ma in queste occasioni dovremmo toglierci il cappello. L'indirizzo di Downing Street N.10 di Londra, è noto al mondo intero perché sede del First Lord Of The Treasury, il Primo Ministro Inglese, che, come molti Premier, è assai bizzarro e originale. Il nostro colleziona altre cose e l'inglese addomestica i topi, anzi toponi e solo maschi. Basta risalire a internet e si vedono transitare delle pantegane simili a gatti, per la mole, che indisturbati passano sui nobili marciapiedi, a passo impettito, a simile immagine della Guardia Reale.
La domanda che sorge spontanea sulle labbra dei giornalisti internazionali è sempre la stessa "E le femmine dei topi dove sono?". La risposta viene fornita da un giornalista, evidentemente toscano del Tirreno : "Basta andare a Villa Certosa, a Taormina, a Portofino, a Villa S. Martino, Palazzo Grazioli, Villa Bellinzaghi di Cernobbio, a Macherio, a Villa di via Rovani a Milano, Villa Gemetto a Lesmo, ad Antigua e Bermuda e nei pressi di queste dimore avrete l'opportunità di imbattervi in raduni di topi femmine. I maschi vengono lasciati agli inglesi.

Ogni anno nell'ultima domenica di Gennaio, all'ippodromo di Vincennes nei pressi di Parigi. si svolge il Gran Prix d'Amerique Marionnaud, considerato il vero campionato mondiale del trotto. Sulla pista nera in carbonella a partire dal 1920, 18 trottatori di gruppo 1 internazionale dai quattro ai dieci anni, maschi e femmine (sono esclusi i castroni e il Ceck ha evitato lo scarto non essendo un equino) e che abbiano guadagnato non meno di € 153.000,00, si sfidano nella prova più prestigiosa, per aggiudicarsi il premio di € 500.000,00 al primo e lo stesso importo frazionato dal secondo all'ottavo.
Con lo stesso criterio di selezionamento, vengono scelti i driver. L'interesse mondiale è testimoniato dalla presenza di oltre 70 reti televisive collegate per l'evento. Il Capitano, soprannome legato all'indigeno Varenne, il più grande trottatore, vincitore in tutti i paesi al mondo dove ha gareggiato, nato e allenato in Italia, ha vinto due volte, nel 2001 e 2002 il Gran Prix, mentre nel 2000, la prima volta e dopo una pessima partenza, si era piazzato al terzo posto. A dieci anni dalla prima vittoria la figlia di Varenne, Lana Del Rio, cerca di ripercorrere le nobili tracce del genitore in una sfida che non la vede tra i favoriti dal pronostico, ma la forma attuale è buona per cui se la gioca. Due sono i 6 anni che si dividono il pronostico, il francese Ready Cash e lo svedese Maharajah. I francesi, sciovinisti per nascita, considerano Ourasi il miglior trottatore mai esistito per aver vinto 4 volte l'Amerique, ma Varenne ha vinto in tutto il mondo e il francese solo in Francia. Per meglio capire l'amore dei francesi per l'ippica, basta ricordare la vigilia della vittoria nel 90 di Ourasi, quando il cavallo ebbe un blocco renale che mise in dubbio la partenza e alle ore 13, poco prima del via, quando riuscì a urinare, tutte le tv della Francia interruppero le programmazioni, per dare l'annuncio del lieto evento.

Oggi, a Cascine di Buti, in una giornata di vento e acqua, ma che non ha impedito il pieno di podisti per la validità della marcia ai tre trofei, con il fido Riccardo, abbiamo effettuato una prova defaticante come scarico degli allenamenti tirati in misura folle, durante la settimana. I numerosi camminatori che abbiamo superato, sono rimasti stupiti di essere affiancati da due atleti del nostro calibro. Che non si illudano, è successo solo domenica 30 Gennaio.
P.S. L'intermezzo ippico è dedicato a Riccardo, noto appassionato degli ippodromi, e che mi ha fornito lo spunto dell'Amerique.