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3 Aprile 2011 - Capanne
XXXIII Capanne corre

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Galleria fotografica di Vinicio Dali

LA SOLITUDINE DEI SEGRETARI
di Giovanni Franceschi

Cominciamo con una chicca. Come ogni giorno prenoto a una edicola di giornali di Pontasserchio i miei due quotidiani e altri libri. La paura di non trovarli è tanta e credo che ogni famiglia avrebbe il dovere di acquistarne uno, tanto più che costa quanto un caffè (spesso scadente) al bar. Rientrando dalla marcia di Capanne, intorno alle 12 e 15, sono entrato nell'edicola e ho visto la faccia triste delle proprietaria che mi guardava afflitta. Ho pensato si fosse dimenticata e avesse venduto le mie prenotazioni "Sig. Franceschi prima dell'apertura delle ore 7, mi hanno rubato tutti i pacchi in consegna, e da questa mattina e fino alla chiusura sarò in negozio per informare i clienti di quanto accaduto". Sono rimasto di sasso, non avrei mai pensato si potesse arrivare a questo. E per farne cosa?

Alla partenza della Capanne Corre ho sentito un podista di S.Miniato che gridava "Silvio, il sole". L'urlo disperato invocava le potenzialità divinatorie, o presunte tali, del Primo Ministro italiano, che ha abituato i cittadini dello Stivale a ripetuti miracoli. La leggenda narra dei miracoli dell'immondizia campana, dei miracoli abruzzesi e di quelli di Lampedusa, della forza politica con i pari grado del mondo intero, anche se ogni tanto arrivano degli schiaffoni (tipo la teleconferenza di America, Francia, Inghilterra e Germania con l'argomento a noi vicino della Libia) senza la convocazione del Premier. Lui si era riservato il privilegio del baciamano a Gheddafi e così paga dazio. Il sole non ha ascoltato l'eventuale invito di Silvio, anche perché alle 8 del mattino, è sicuramente ancora tra le lenzuola e, beato lui, in splendida compagnia.

Il lavoro del segretario è oscuro, chi appare è sempre il presidente e questo in tutti i settori commerciali, sportivi e in quasi ogni altro contesto, escluso quello politico. Quando ho ascoltato la supplica del sole fatta dal podista che mi precedeva, ero solo come un cane. Il vice presidente Ugo si era raccomandato di partire tutti quanti assieme e io concordavo, anche in virtù del fatto che corriamo sempre da soli, io e il presidente. Ma stamani, sarà stato per l'eccitazione della partecipazione di Ugo, che libero dal volley (a proposito complimenti al Cus Pisa per il piazzamento alle regionali delle sedicenni della pallavolo) è tornato al podismo. IL Ciardelli ha chiamato Ugo e insieme agli altri sono partiti senza preoccuparsi del sottoscritto. Me ne sono fatto una ragione. Il segretario deve provvedere a organizzare il gruppo, procurarsi il denaro con sponsorizzazioni, fare i bilanci evitando le spese del commercialista e molto altro; poi perché magari non si allena ed è sempre l'ultimo del gruppo, lo si lascia al palo. Ci sono abituato e così trovo il modo di pensare da solo a miglioramenti per la causa comune.

Ho avuto la fortuna di fare alcune centinaia di metri con Cinzia di Massi e Cinzia prima della deviazione per la 21 e da attento osservatore dei personaggi, spesso femminili che mi superano, vedo alcuni dettagli fondamentali per un esteta quale io mi considero e in un panorama abbastanza privo di qualità estetiche, ho chiamato Massi facendogli un complimento per la signora. Il buon gusto non mi consente di spiegare a tutti i lettori del nostro sito l'apprezzamento in questione, ma Massi ha gradito.