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19 Giugno 2011, S.G.T. - VII Eco-Marcia dei monti Pisani

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La resa dei conti?
di Giovanni Franceschi

Dopo le Amministrative i referendum. Da alcuni lustri i Referendum non raggiungevano il quorum e quest'ultima eccezione è il frutto di insoddisfazione e il rifiuto ad altre concessioni al della politica italiana. Da anziano venditore, riconosco le qualità di altri venditori e il Premier è, per me, il più grande di quelli che sono apparsi sulla scena. Ma dalle mie valutazioni risaltano due errori paradossali. Il primo è che quando si fanno affari, gli utili devono essere sempre ripartiti. Nello specifico, il Presidente del Consiglio non poteva continuare all'infinito a privilegiare i propri interessi dimenticandosi dei cittadini, ( e anche dei paesani) sicuro, che con lo spettro di un pseudo comunismo, di non pagare mai dazio. Il secondo è che un uomo di 75 anni, al potere politico da un ventennio, doveva pensare a un successore capace di superare la crisi economica che attanaglia l'Italia. Risulta evidente che il politico ha pensato sino all'ultimo alla tutela personale, ponendo i figli al potere nelle proprie aziende, trascurando la possibilità di successione politica, confidando nella cecità degli italiani.

E' tornato agli onori della cronaca Luigi Bisignani. Ci eravamo dimenticati di questo faccendiere, considerato più potente dei potenti, che era riuscito a sfruttare il potere sotterraneo della prima e della seconda repubblica. Piduista prima maniera, allievo di Andreotti, è colui che consegnò 90 miliardi delle vecchie lirette,( frutto di tangenti per quanto emerge dalle cronache di questi giorni), alla città del Vaticano e che vennero depositate all'estero. Un personaggio del genere non poteva che approdare alla corte di Berlusconi, che tramite un magistrato ( militante pdl), aveva informazioni di primo pelo che uscivano dai tanto vituperati corridoi dei tribunali. Questi novelli unni, hanno contribuito al saccheggio dello Stivale, passando dalla P2, alla P3, alla P4, che rimane l'unico incremento degli ultimi anni.

Queste poche note sono state scritte in anticipo al canonico giorno della domenica. Il fine settimana coinvolgerà tutto il gruppo nell'organizzazione della settima Eco Marcia dei Monti pisani, resa più difficile per il cambio di data, per consentire, in Aprile, la realizzazione della Marcia delle Ville. Il caldo estivo non aiuterà i podisti per la durezza del percorso.

A corsa conclusa, manteniamo il giudizio sulla nostra marcia che è decisamente tra le più difficili del circuito delle Tre Province, ma che è stata resa più accessibile dall'abbassamento repentino della temperatura. A due giorni dalla gara siamo stati informati del ritorno alle antiche partenze degli impianti sportivi del Comune, per cui siamo stati costretti a rifare il percorso condizionando il kilometraggio della mini, diventata davvero troppo corta. Per due settimane abbiamo decespugliato e tagliato rovi cercando di consentire un percorso senza spine. Come sempre all'arrivo c'è stata divergenza di opinioni tra chi esaltava le bellezze delle colline pisane, a chi non era d'accordo sui sentieri e sulla durezza della prova. Il mondo del podismo è vario e per andare incontro alle esigenze di tutti vengono attrezzati 4, 5 itinerari che possano soddisfare le maggioranze. Di sicuro, eliminare una collina aiuterebbe anche gli organizzatori, ma toglierebbe fascino alle corse e ai paesaggi, che i fortunati come noi possono offrire al popolo dei podisti.