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Le interviste di G. Franceschi ai Gruppi

Da questa settimana hanno inizio le interviste ai Gruppi Podistici che partecipano al Trofeo delle Tre Province. Le domande rivolte ai Presidenti sono copia di quelle pubblicate sul libro per il 32° anno del Trofeo Lucchese. Le altre sono indirizzate ai soci dei Club. Sono domande semplici che aspettano risposte adeguate per cercare, dove possibile, di portare contributo ai Tre Comitati Promotori, che in chiusura, saranno coinvolti.
Il testimone di questa virtuale staffetta è stato consegnato ai nostri cugini, vicini di casa del G.P. Rossini e quindi ai Marciatori A.I.G. di Livorno, al Marathon Club Pisa, al Globo Verde di Ghezzano, al G.P. La Verru'a ed all'Associazione Podistica Marciatori Marliesi.

Ass. Pod. Marciatori Marliesi
G.P. La Verru'a
G.P. Rossini
Marciatori A.I.G. Livorno
Marathon Club Pisa
G.P. Globo Verde

Le interviste di G. Franceschi ai personaggi

La nascita del Gruppo Podistico "Quelli della Domenica" e il sito relativo, ci ha offerto la possibilità di effettuare una serie di interviste a personaggi anche di fama internazionale e comunque leader nei settori di appartenenza. Successivamente se i visitatori del sito manifesteranno interesse potremmo aprire una rubrica di posta.
Dopo l'interviste a: Luigi Principato, ad Alberto Batistoni, fortissimo difensore che negli anni '70, al Prof. Mario Mariani, luminare della Cardiologia, al potenziale neo acquisto del gruppo, il fortissimo podista Ampelio Busdraghi, al dott. Marco Cecchella, a Marco Bracci, uno dei 12 della generazione dei Fenomeni del Volley, del dot. Andrea Gelli, neurologo e medico sportivo del gruppo, presentiamo la tavola rotonda tra Alessandro Santini, il prof. Alessandro De Cristofano e Riccardo Ciardelli, alla fortissima maratoneta pisana Ilaria Bianchi ed al Presidente del QdD Riccardo Ciardelli .

Sono rientrato nel mondo podistico a Febbraio 2007, dopo un'assenza di sette anni, dovuta a problemi fisici. In verità un anno prima, aderivo al G.P. la Galla, ma soltanto come camminatore. Negli anni 80, con il G.P. Arenese, organizzavamo, e per 15 manifestazioni consecutive, marce del T.P.L, alcune volte con le Tre Province, in beneficenza per la distrofia muscolare. Nel 98 ci fu tolta. Il costo del cartellino era 2.000 lire e il podista pretendeva ristori abbondanti, premi individuali e di gruppo sempre abbondanti. La partenza rigorosamente libera. Quando noi arrivavamo, regolarmente intorno alle 8,30, non c'era più nessuno, o meglio molti stavano rientrando dopo aver terminato i loro brevi percorsi. Che cosa è cambiato nel frattempo? Le marce presentano kilometraggi e percorsi talvolta esasperati. I ristori sono veri e propri pranzi. L'iscrizione è a 2 euro. E chi non ha sponsor? Sono domande che pongo ai cortesi ed esperti ospiti, presso l'abitazione di mia moglie.
SANTINI: L'abbondanza dei ristori non è negativa. L'igiene è tutelata maggiormente con l'uso dei guanti e dei cappellini. E' invece doveroso per i dirigenti attenti all'organizzazione delle loro corse, intervenire per evitare gli scempi da parte di coloro, che magari fanno le mini, che asportano panini e bruschette, incamerandole nei sacchetti dei premi individuali e a scapito di chi effettua le maxi.
CIARDELLI: Per chi organizza le marce e si prodiga per far bella figura ed accontentare i podisti, fa piacere quando vengono apprezzati i ristori anche se qualcuno a volte ne approfitta; quello che mi sembra inopportuno è, come dice Santini, riempire le borse per portare la roba a casa. Trovo invece opportuno l'uso delle transenne ai ristori, sia all'arrivo che sul percorso, per evitare che ognuno si serva da solo e non sparga il sudore dappertutto.
DE CRISTOFANO: Se il ristoro abbonda, io partecipo al banchetto con entusiasmo, e se c'è un bel gotto di quello buono ancora meglio. Se non c'è molto va bene ugualmente. Per principio non sono critico ed in special modo sulle piccole cose. Chi organizza va sempre incoraggiato.

Le partenze

SANTINI: Sono stati fatti molti tentativi, ma spesso il rimedio è stato peggiore del male. Una volta a Pontedera siamo stati rinchiusi nello stadio e la sensazione è stata quella del ghetto. Si è provato con i timbri a tempo, ma, a mio avviso, serve l'opera di persuasione dei gruppi.
DE CRISTOFANO: Mi toccate il nervo più scoperto. Mi avvio la mattina molto presto per essere vicino al luogo di partenza. Ma pensiamo a chi non ha ampi spazi per i parcheggi, il caos che dovrebbe sopportare. Ci sono decine di esempi.
CIARDELLI: A me pare giusto che, come prevede il regolamento, le partenze debbano essere scaglionate per evitare, specialmente nelle marce piu' numerose, l'intasamento sul percorso e la ressa ai primi ristori. Naturalmente sono da evitare gli eccessi dei podisti che partono quando è ancora notte, perchè il percorso, sopratutto per motivi di sicurezza, deve essere ben presidiato.

Kilometraggi

SANTINI: Gli organizzatori che propongono marce superiori ai 25/30 km. dispongono varietà di percorsi che soddisfano ogni esigenza.
Perchè proibire tracciati impegnativi a chi è in grado di affrontarli?
DE CRISTOFANO: Corro le maxi da sempre. Altrimenti non proverei godimento.
CIARDELLI: Le marce dei nostri trofei, Pisano, Lucchese e 3 Province, ci permettono di scoprire posti spesso incontaminati e surreali che altrimenti non avremmo modo di conoscere. Naturalmente, come nel caso dei Monti Pisani dobbiamo percorrere un po' di chilometri e viottoli non sempre facili per poterli raggiungere. Questo richiede una buona preparazione atletica ed una certa integrità fisica anche se nel regolamento delle nostre marce non competitive il tempo di percorrenza per le marce in salita è di 4 km l'ora è molto abbordabile. Personalmente ho attraversato dei momenti in cui i miei acciacchi si facevano sentire ed era un grosso rammarico non poter effettuare i percorsi lunghi, ognuno è medico di se stesso e deve saper valutare i propri limiti.
Dobbiamo ringraziare chi tra mille difficoltà riesce ancora ad organizzare queste manifestazioni, perchè ritrovarci ogni domenica mattina per usufruire delle bellezze della natura e di uno sport che ci fa vivere meglio è il motivo principale per cui il nostro movimento deve andare avanti, evitando le polemiche che spesso sentiamo per motivi futili.
FRANCESCHI: Mi guardate come fossi un alieno. Credo di non essere il solo a preferire corse non superiori ai 18 km. Correndo solo la Domenica, devo prestare più attenzione al mio fisico. A riguardo andate a rileggere l'intervista al Prof. Mariani.

Iscrizioni

SANTINI: Purtroppo i due euro hanno lo stesso peso delle duemila lire. Quando chi organizza, ti garantisce la sicurezza sul percorso e ristori adeguati, anche se poi non trovi come premio il mezzo kg. di pasta, non ci sarebbe da scandalizzarsi.
DE CRISTOFANO: Troverei eccessivo portare il prezzo del cartellino a tre euro, specialmente per chi viene con la famiglia ed in questo particolare momento. Non toglierei il pacco gara perchè a me piace ricevere qualcosa al momento dell'arrivo; allungare la mano e ricevere il premio è diventato per me un gesto istintivo.
CIARDELLI: I due euro di iscrizione sono veramente pochi per un gruppo che organizza e deve restituire per regolamento al podista un pacco gara dello stesso valore. Per organizzare una corsa i gruppi devono ricorrere agli sponsor che al giorno d'oggi se ne trovano sempre meno.
Intervenire sul prezzo del cartellino, con la crisi economica che si fa sempre più sentire, non mi sembra una scelta giusta; eviterei quindi, come dice Santini, l'obbligatorietà del pacco gara e del premio ai gruppi.
FRANCESCHI: E come lo giustifichiamo il fenomeno degli iscritti a Marlia e Porcari, se non anche per il valore dei premi finali.

Conclusioni

SANTINI: Qualcuno, nel passato, diceva: Avanti e sempre nel segno dell'amicizia, della solidarietà, della fratellanza e dell'ecologia.
Condivido questi concetti. E' bello, la Domenica chiamarci tutti per nome.
DE CRISTOFANO: Vedendo il numero dei partecipanti ai tre trofei delle nostre zone, si capisce che il percorso è quello giusto.
CIARDELLI: Non ci sono molte cose da cambiare, questo è un giochino che funziona bene da anni. La tecnologia oggi ci offre delle opportunità che dobbiamo sfruttare per migliorare quello che già c'è. Il Cims da 4 anni ha un sito internet, sempre più visitato, dove possono essere reperite in tempo reale tutte le informazioni, le classifiche, le delibere del Comitato ecc. In questo momento ci stiamo adoperando, anche con gli altri Comitati, per l'eliminazione dei cartellini a vantaggio di card a lettura magnetica con la fotografia del podista per il rilevamento dei chilometri. Al giorno d'oggi per la regolarità del trofeo, non sono più pensabili i cartellini con timbri spesso illeggibili, logorati dal sudore e dalle intemperie.
FRANCESCHI: All'inizio scherzavamo sui 4 amici che volevano cambiare il podismo. Credo che poco sia da fare, se va bene a così tante persone. Personalmente, al termine di questa serie di interviste, verrò a farvi visita presso le vostre sedi. Verificheremo quello che potrà venire di positivo, da presentare successivamente a chi dirige i tre trofei.

Di lui non si sa se a correre la domenica non si vede mai perchè abita su in Artitalia oppure perchè è sempre infortunato. Fatto sta che però di lui si parla spesso, e non certo per le sue performaches mediche. A Pisa ha avuto poca fortuna, pertanto è dovuto emigrare al di là del Pò, o meglio del Piave, per cercare un pò di vain-ehm gloria e già che c'era anche un po' di top-ehm moglie. Ma sentiamo direttamente da lui, se riesce ad essere 5 minutini serio (ci riuscirà ?) qualcosa della sua vita professionale e podistica.

DOMANDA: Allora Gelli dr Andrea, dove si trova in questo momento?
GELLI: Dè, son in Neurologia a Pordenone di Guardia Notturna, una delle otto di vesto Maggio che pare infinito (otto, sì, mentre a Pisa per intendersi ne fanno 2 massimo 3 e brontolano anche...ah!), l'aria 'ondizionata un va e quindi ho anche la sauna aggratisse...poi la gente brontola e chiama i sindaati, ma te ne rendi 'onto?

DOMANDA: via su, cerca di essere serio...ci racconti la tua vita professionale?
GELLI: dè, ero veramente nato per fa 'r dottore...e sapete vando l'ho capito? vando, dopo essimi 'scritto ad Ingegneria Nucleare ed avè dato, ir prim'anno, OVO esami (ma passato varche scritto, uno anco senza 'opià ), mi son detto "via, provo a fa 'r concorso a Medicina, se entro bene, sennò si resta ad Ingegneria, oh, dai dai, uno lo passerò? Il Destino ha voluto che arrivassi 130esimo sui 180 posti disponibili, dunque invece di diventare un'insigne ingegnere nucleare (forse), in sei annetti son diventato Medico, e cinque anni dopo (coNplice un anno di attesa per entrare in Specializzazione, succede alle vorte se un s'hanno li spintoni) addirittura Neurologo, o meglio per la precisione Neurofisiopatologo, che siccome un lo sa nessuno 'sa vor dì, allora meglio dì Neurologo senza sta' a sottilizzà, tanto la differenza è solo sulle competenze diverse (il Neurologo più esperto nelle malattie neurologiche, il Neurofisiopatologo più sugli strumenti diagnostici quali la Dopre o doppress alle 'arotidi, l'Elettroencefalogramma, l'ElettromiograFIA e i Potenziali Evoati...no, l'esami der sangue no, velli un vi posso aiutà), tanto i vaini si pigliano uguale perchè siamo 'onziderati evipollenti.

DOMANDA: Sì, e dopo? 'ome mai sei rifinito per lassù?
GELLI: dè, me li dai te tutti ve' vaini? ok, in realtà, dopo aver conseguito la specializzazione nel 2004, ho capito bene che a Pisa tirava un'ariaccia, e non solo, anche in Regione c'era poa trippa per gatti: in un anno ho preso più prese per ir culo io di tutto il Lungarno Guadalongo: mi arrabattavo allora tra sostituzioni, le più di medici curanti (dè, certe popò di gufate che s'ammalassero...che tristezza: cmq la mia scuola è stato il CEP, negli ambulatori del CEP, lì veramente è stata una bella palestra per un giovane inesperto, subito catapultato nella fossa dei leoni), poi il Neurologo dello sporte, poi il medico delle colonie di nani infami&feroci ecc ecc...roba per sopravvivere, in culo alla professionalità acquisita, ma che sapessi riconoscere una punta/onda o uno spike sistolico non gliene fregava nulla a nessuno: purtroppo la Toscana, o meglio dal Po in giù, è piuttosto arida, in particolare con la gioventù, con delle situazioni locali anche al limite dell'illecito. Poi improvvisamente, durante una sostituzione estiva a Tirrenia, in un pomeriggio di caldo infernale in un ambulatorio vuoto "perchè c'era il sostituto", mi chiamano da S.Donà di Piave (settembre 2005) e, con un accento che mi sembrava il Colosio che mi prendeva per il culo, mi offrivano addirittura un Incarico a teNpo determinato a 38ore/settimanali (ps in Toscana al massimo 3-4 ore in Lunigiana ma poi all'ultimo fui sostituito con una collega raccomandata). Io ho detto Sì, poi sono andato a vedere dove minchia fosse questo posto...vicino Venezia, ganzo! Ho mollato tutto (amici, ragazza del momento in realtà è stato l'opposto ma lasciamo perdere) e sono andato. Da dire solo: peccato, aver perso un anno e non averci pensato prima.

DOMANDA: E poi?
GELLI: e poi, da un contratto all'altro, sempre in avanzamento di carriera, da San Donà sono andato più a Nord a Portogruaro dove ho resistito addirittura 9 mesi (un record, pensavo 9 minuti e invece) finchè poi sempre più a Nord l'attuale approdo in una Neurologia di Città, Pordenone, in Friuli, dove ormai sono da 13 mesi e mezzo, mi trovo benissimo coi colleghi e con l'ambiente locale, ho un ruolo di prestigio (forse) e sono primo degli esclusi in Graduatoria al concorso per il teNpo indeterminato, dovrei subentrare ad una pensionanda ad inizio Luglio...sono graditi gli scongiuri e peste colga chi gufa.

DOMANDA: o bravo...e a corre?
GELLI: dè, meglio 'ambia argomento: peccato che a San Donà, dove vivo, c'è uno dei più bei Parchi d'Italia, un infinito parco Fluviale, tutto nel verde, per km e km, organizzatissimo, percorribilissimo, puoi fare giri anche oltre 100km se vuoi, non solo a piedi anche in MTB: immaginatevi un viale delle Piagge infinito, sia sulla parte dx che sx del fiume, tutto sul morbido e lontano dalle macchine.
In mezzo alla fauna, in particolare lepri e conigli ma anche fagiani, tutto all'ombra, tutti lungo il Piave, fiume Sacro alla Patria che solo correrci accanto ti dà una sensazione particolare, in particolare ad un patriota come me...sarebbe bellissimo se anche l'Arno avesse una cosa del genere, ma le culture sono diverse è inutile starne a parlare. Ti viene voglia di correrci anche da zoppo. Ma purtroppo tanti sono i fattori per cui molto di rado riesco a trovar tempo, voglie ed energia per dedicarmi al bellissimo sport che è il Podismo: innanzitutto il tempo, con il lavoro che ho (100km al giorno, 50km ad andare e 50km a tornare) e gli obblighi familiari (9 mesi del mi' biNbo, che devo star attento che un mi chiami Papy o papino ma BABBO sennò lo rigiro): poi qualche problemetto fisico, cui non riesco a venire a capo, dolori intrattabili a mio giudizio a partenza dalla zona lombosacrale ma strani, che non si irradiano, ma che ti bloccano...passano, poi tornano...mah! nessuno ci ha mai capito nulla. Ad un certo punto passa la voglia di sofffrire, e allora ti siedi un po'...ma l'idea di ripredere c'è già, anche perchè...

DOMANDA: anche perchè? GELLI: perchè la corsa è anche un modo per legarmi maggiormente con Pisa, Pisa mia che per oltre 32aa è stata la mia vita, e resterà sempre la mia Patria. Certe cose si capiscono solo se si va via, solo chi è un emigrato può comprendere: può comprendere come è importante non perdere i contatti, a costo di fracassarsi col Podismo. Cercherò di tornare, prima o poi, almeno ai livelli del tapascionismo, visto che la competizione ormai non sembra più far per me: mi accontenterei di correre con gli altri ridendo, a fondo gruppo, con meno dolori possibili.

DOMANDA: che ne pensi di Qdd-Atletica Monti Pisani. GELLI: bell'idea: intanto il nome, che a me i Monti Pisani mancano tanto, io e il mio Serra quante volte ci siamo sfidati su una bici: vivendo a San Donà, ho sempre detto che tra San Donà e Treviso (che come distanza sarebbero come Pisa e Lucca per intenderci) ci mancano solo dei Monti Pisani nel mezzo, e sarei felice, molto di più, invece della Pianurerrima Padana e nebbiosa. A parte il nome, sono contento, che questa sia stata l'idea giusta, dopo quanto è successo, e soprattutto i veri vincitori sono i fondatori di Quelli della Domenica.
All'inizio non nego di essere stato un tantinello scettico sulla decisione di "qualche vecchio" di smarcarsi dalla ga-beep diffidato-lla, come se fosse un pietoso modo di rimettersi in discussione personalmente: ho tuttavia aderito, perchè ho ritenuto alcuni dei fautori "meno scemi" di quello che potevano pensare. E invece da buoni esperti e saggi, hanno visto al di là, e alla lunga hanno avuto ragione...il resto del Gruppo originale si è sfaldato sotto i colpi degli eventi (dalla fusione a freddo, alla registrazione del marchio segretissima infatti già la sera stessa la notizia è arrivata a Pordenone e, due secondi dopo, via sms a Dortmund dal Colosio, infine alla Notte dei BuonaseraSonoPaolone, mai spruzzato così tanto, e da lì ai giorni nostri), al punto tale da rendere una scissioncina chi è rimasto (i 5 dell'Ave Maria più qualche altro figuro), un bel dimagrimento che ha fatto solo bene, ed ha ricreato entusiasmo e spirito di Gruppo: la strada è ancora lunga ma staremo a vedere: grandi, cmq, Quelli della domenica, i primi a vederci giusto!

DOMANDA: grazie, ti lasciamo alla Guardia, buona Guardia GELLI: mavvainculo dè manisullepalle porta malissimo dire via un me lo fa ripete'...a presto, e volevo solo aggiungere Forza Pisa, speriamo di sarvassi, che da lontano si soffre ir doppio....

Ci incontriamo nella sua splendida abitazione a S. Miniato, immersi nel verde e nel silenzio. Chiara è al lavoro e le loro tre figlie sono a scuola. Ci conosciamo e frequentiamo dal 1990; con Federica e Marco, mio genero, lo abbiamo seguito in tutta Italia, abbonandoci a Parma e Modena quando militava in quei club e ovunque con la Nazionale. Una persona, prima che atleta, unica a cui la mia famiglia è molto legata. E' socio onorario del nuovo gruppo podistico Quelli della Domenica Atl. Monti Pisani, per cui, cogliendo l'occasione, gli consegno il nostro abbigliamento.

Giovanni: E' trascorso un anno da quando abbiamo gareggiato insieme nella marcia di S.Miniato. Che cosa ricordi? Quale impressione e considerazione hai avuto del nostro circuito?
Marco: Ho apprezzato molto l'invito a quella manifestazione, sapendo di poter partecipare libero dagli impegni federali con la nazionale femminile di volley. Ero curioso dai tuoi racconti sul mondo podistico, di amatori ma che fondamentalmente si preparano, o senza consiglieri particolari o seguendo tabelle di allenamento preparate da ex professionisti, ma sempre per primeggiare. Se ricordi è successo anche a me, seppure podista per la prima volta, quando alla deviazione ti ho chiesto quale percorso avresti fatto, scegliendo i 19 anzichè i 10 k che avrei voluto e dovuto fare.

Giovanni: Che cosa ti aveva spinto a fare la corsa più lunga, visto che non avevi ancora iniziato la preparazione con le tue atlete e che comunque voi del volley avete altre tipologie di allenamento?
Marco: In quel momento ha prevalso l'orgoglio dell'atleta e non la ragione (sua figlia Lucia mi ha confessato che a casa non si reggeva in piedi), l'entusiasmo dell'ambiente e la costanza dei podisti, che domenicalmente affrontano un'avventura diversa, ma con l'unico denominatore comune di arrivare in fondo.

Giovanni: Altre considerazioni?
Marco: La tenacia e la caparbietà nel superare asperità impegnative anche per professionisti e la determinazione che fa comprendere quanto sia importante la forza di volontà per raggiungere i risultati desiderati. E' comunque fondamentale la conoscenza del proprio fisico ed i segnali che da questo possono arrivare. E sopratutto non commettere l'errore di ricercare aiuti illeciti per andare oltre i propri limiti. A riguardo, ho trovato di estremo interesse l'intervista al Prof. Mariani.

Giovanni: La pallavolo sembra essere immune da pratiche dopanti.
Marco: Il pericolo maggiore di questa piaga si manifesta nelle pratiche sportive dove primeggia la fatica. Nella mia disciplina sono fondamentali la tecnica e l'abilità dell'atleta, unitamente alla tattica. Nerl momento in cui la palla arriva nella zona di tua competenza, devi saperla gestire con oculatezza per rispedirla al mittente, ma nel punto del campo dove gli altri sono in difficoltà. L'avversario ti conosce e per superarti deve alternare soluzioni che non ti aspetti. Una diagonale o una parallela, anzichè un pallonetto od altro. Quante volte ti ho detto che in alcune fasi della partita mi facevo murare volutamente, salvo poi nelle fasi decisive, cambiare il tipo di schiacciata. Come vedi parliamo di tecnica e tattica, non solo di fisicità.

Giovanni: Vorrei ricordarti un solo episodio di una partita che ci ha coinvolto (per altri rimandiamo ad altre interviste). Un quarto di finale di Word League a Cuneo, nel 94 0 95.
Marco: Mi ricordo benissimo la partita. Avevi prenotato l'albergo a Milano ed i biglietti per le semifinali e finale del Sabato e Domenica. Giocavamo contro l'Olanda ed eravamo sotto di due set e 5/10 nel terzo. L'allenatore mi mette in campo e noi vinciamo l'incontro, poi la semi. e in finale battiamo Cuba.

Giovanni: Con i ragazzi sudavamo freddo. L'Italia organizzava quella manifestazione e noi avevamo speso un sacco di soldi. Una mezza tragedia. Ma quando il gioco si faceva duro...........
Marco: Torniamo al podismo. Sono davvero compiaciuto della tessera di socio onorario del nuovo gruppo. Mi impegno sin da ora a partecipare, almeno una volta, a qualche corsa, anche per visitare luoghi che mai avrei potuto vedere, come si è verificato a S.Miniato, dove addirittura abito.

Anche questa intervista è arrivata alla conclusione. Spero di avere altre opportunità per raccontare l'uomo oltrechè l'atleta. Marco Bracci è uno dei 12 della generazione dei fenomeni, così chiamati per avere fatto parte della Nazionale Italiana di volley, premiata come la migliore degli ultimi 100 anni.

Abita con Cinzia e i due figli a Gello, proprio nel comune di S.Giuliano Terme e se racconti ai vicini di casa che lavoro svolge Marco Cecchella ti senti rispondere: Ma se abita vicino a me. Rimane difficile raccontare questo personaggio, conosciuto dai podisti per la goliardia dello scrivere, sul suo sito, scaricata successivamente in tanti km. di corsa, e quanto serio e importante è il ruolo che occupa con Unicredit. Tanto meglio.

Marco ti conosciamo come amante delle corsa, soprattutto come webmaster, sappiamo che lavori in banca ma della tua professione poco di più....

In molti mi chiedono cosa faccio ed onestamente non è facile dare una spiegazione del mio mestiere. Anzitutto ho una laurea in Informatica "rubata", come molti dicono, frequentando l'Università di Pisa. Da informatico sono entrato in una società di consulenza chiamata Accenture (ex- Arthur Andersen e Andersen Consulting), dove partito come semplice programmatore, sono diventato progettista, quindi project manager e quindi partner. La mia caratteristica è di non riuscire a stare fermo. Diventare Partner in Accenture voleva dire raggiungere il livello massimo ed io appena lo sono diventato ho pensato bene di uscirmene ed accettare una offerta in Unicredit alle dipendenze di Mr. Profumo.

Si ma quali sono le tue responsabilità in Unicredit.

Costruire o gestire un sistema informativo è equivalente a gestire e costruire un grande grattacielo. Ci vogliono dei programmatori che costruiscono e legano i mattoni, ci vogliono i progettisti tecnici che disegnano le architetture le intelaiature del grattacielo, ci vogliono i progettisti funzionali che disegnano le funzioni che il sistema dovrà avere (gli ingegneri del nostro grattacielo). Ci vuole poi un responsabile del progetto. Colui che coordina il tutto, che ha responsabilità per il budget, che è garante del rispetto dei tempi di consegna, che presenta il sistema, che gestisce tutte le persone che lavorano con tutte le loro problematiche. Ebbene io più o meno copro questo tipo di responsabilità. Costruire un sistema informativo, specialmente per una struttura complessa come una Banca, richiede risorse ben superiori a quelle necessarie per costruire un ero grattacielo. Per dare un pò di numeri a riprova che quello che dico, oggi in Unicredit lavorano sui sistemi informativi più di 5000 persone. Il solo centro elaborazioni (situato per gli open system a Monaco) consuma energia elettrica superiore alla città di Oslo!

Lavorare sui sistemi informativi vuol dire anche dare un occhio alla situazione economica.

Il nostro Amministratore Delegato A. Profumo (quando pronuncio queste parole mi alzo sempre in piedi!) e Banca d'Italia ci chiedono costantemente informazioni sull'andamento della banca. Se le condizioni economiche sono stabili si è meno sensibili a certi dati di gestione e di rischio. In situazioni caotiche come oggi abbiamo delle pressioni incredibili e dobbiamo riportare costantemente e giorno per giorno i valori (Kpi) sulla solidità della Banca.

Ma quale è stato la causa della crisi odierna?

Non sono un esperto finanziario. Quella che abbiamo vissuto negli ultimi periodi dell'era Bush è stata una economia eccessivamente "pompata". Il tutto ha retto sino all'anno scorso quando, a settembre, ha dichiarato fallimento la Lehman Brothers una delle principali Banche americane con sede a New York (26.000 dipendenti). La Banca rappresenta sempre l'ultimo tassello di una economia che è in crisi. Una economia che è in crisi porta alla chiusura delle aziende, al licenziamento dei dipendenti e le conseguenze sono Mutui che non vengono rimborsati, crediti non coperti dalle aziende, settore immobiliare instabile investimenti non supportati da una borsa solida. Il tutto genera alle banche grossi problemi di liquidità che se non gestiti e monitorati correttamente possono portare al fallimento. Il fallimento della Lehman Brothers è stato il primo vero segnale che ah ufficializzato il vero stato della economia mondiale. La conseguenza è stata una corsa al ribasso dei titoli azionari che ha creato ulteriori problemi di liquidità presso tutti gli istituti finanziari. Il tutto ha portato, dal mio punto di vista ad incentivare e dirottare le forze sulle attività di monitoraggio dell'andamento della Banca. In questo periodo lavoro molto sulle tematiche di Controllo di Gestione e Rischio (di mercato, di credito, operativo, real estate).

Ma come è fatta una tua settimana....

Lunedì mattina sarò a Milano per una serie di meeting che riguardano prevalentemente le tematiche CFO, alle 8 di sera ho il volo per Amburgo. Martedì mattina presso la sede di Amburgo partecipo ad un roadshow nel quale presenterò la mia nuova struttura (Global Enterprise Solutions). Alle 13,30 ho il volo per Monaco dove ho una serie di riunioni con il personale dell'area Rischio. Alle 21,30 ho il volo per Milano. Mercoledì sono a Milano per partecipare al Management Commitee della società informatica di Unicredit. Giovedì invece a Roma avrò un nuovo roadshow davanti a tutti i Responsabili del Personale di Unciredit Italia. Qui presenterò il nuovo sistema informativo di gestione del Personale che rilasceremo a fine Luglio. Venerdì me ne tornerò a Pisa… stanchino come sempre. Credo che la persona più santa sia la mia segretaria che mi deve organizzare tutti questi spostamenti e che non fallisce mai....

Ma non capita mai di fermati un attimo?

Credo che è fuori dalla mia natura. Dopo una settimana intensa fatta di tanto lavoro il giorno e voli la notte, il week end dovrei dormire costantemente ed invece mi faccio delle bellissime maratone … il tutto per rilassarmi! Ringraziamo Marco per la sua disponibilità sperando di vederlo sempre più spesso a correre e sempre meno in aeroporto....

Mentre quell'artri si assiurano fior di 'aNpioni (forse) BUSDRAGHI ANPELIO FIRMA PER QUELLI DELLA DOMENICA.
Ecco la telefanata escrusiva alla base dell'acquisto
(Ore 19.55, sona ir telefano 'n casa Busdraghi)

BUSDRAGHI ANPELIO: Dio bonino de', o chi è che chiama all'ora di mangià? de' ma un lo sanno le genti che la sera la gente ammodino va a cena? via, vado a risponde...drrriiiinnnn...un attimo, arrivo, de', anco furia hanno....pronto? macchè un sento ho sbagliato orecchio...pronto?
GIOVANNI: Pronto Egregio Signor Busdraghi...
B: Egregio? Signore? o chi è che telefana all'ora der mangià per pigliammi per ir culo?
G: no no, mi scusi, non volevo offenderla sa, sono un omo d'affari, ho girato mezzo mondo, ho venduto occhiali, ho trombato modelle, ho cenato nei salotti buoni...
B: ecco bravo, io 'nvece vado a cenà 'n cucina che a quest'ora la mi moglie dovrebbe ave' già versato i tortellini a brodo...de', è guasi l'otto lei che è un omo 'apisce no...
G: i tortellini a brodo?
B: che no? sulla sera, a me mi garbano tanto, ti tengano cardo e vai a letto leggerino leggerino e ben nutrito...che no, fammi mangià 'surgelati, 'ongelati e 'troiai vari...via, o Lei, grazie d'avè chiamato, saluti le su' modelle...
G: no scusi, aNpelio...così va meglio? mi presento, sono Giovanni Franceschi, e ho appena fondato un gruppo podistico che si chiama "Quelli Della Domenica"
B: ah sì? e come mai vesto nome così caone? è roba di preti? un era poo meglio vellidelladomenia, detto alla Pisana 'ome noiartri...perchè, lei sor Franceschi un è pisano??
G: io non sarei pisano? ma che dice? no, il nome è quello perchè non abbiamo fatto in tempo...
B: a tempo per cosa?
G: non abbiamo fatto a tempo e basta...alea iacta est, e de hoc satis
B: e lei invece obluraschi?
G: ehhhh?
B: PUPPA, 1-0, me lo volevi fa a me? e invece te lo sei beccato un popo' te...
G: mah, io unomo d'affari certi giochi non li capisco, cmq sono pisano, siamo pisani
B: ah, meglio, mi credevo...'nzomma bravo, ber Gruppo, bei tegami di modelle, ma io 'sa ci 'ombino?
G: noi avremmo l'ONORE di tesserarla nel nostro Gruppo, sempre se Lei è d'accordo...
B: quanto ci sarebbe da pagà?
G: nulla, ci mancherebbe, è un onore, sa, perchè io, uomo d'affari, ho venduuto occhiali agli indiani, trombato le fie dei giocatori...
B. borda di novo 'olla topa lulà...
G: insomma, ci darebbe questo onore?
B: aspetta lo 'hiedo alla mi' moglie, aspetta all'apparecchio...
G: agli ordini, aNpelio...che ha detto?
B: ha detto che è pronto mangià e se duro dell'artro ar telefano, ir brodo lo mangio diaccio...
G: bene...quindi è un si, abbiamo l'onore dunque?
B: mah, se un c'è nulla da pagà, se dopo posso indà a mangià, capace 'apita un pardocchiali e semmai anco du pelettini di topa...
G: ma certo, aNpelio, sei dei nostri! che onore! a noi Daniel ci fa una sega!
B: Daniel vi fa una sega? o un sarete mia un gruppo di manfruitacci?!
G: si faceva per dire, nostro Benvenuto....posso farle una breve intervista? breve si fa per dire, sa io sono un uomo d'affari, un venditore, trombo le modelle e anche le rappresentanti bone...
B: ho capito via, mi toccherà mettili a microonde i tortellini...ma guarda te uno a 75 anni un è più padrone a casa sua di mangià all'ora der mangià ...
G: allora, ci dica quando è nato...
B: amio...ma te l'hai visto passà ir Fronte? no fammi apì, un hai nemmen visto passà ir Fronte, e voi a me insegnammi a vive?
G: ma che c'entra, sono solo un po' più giovane...
B: e magari un è mai sfollato alle Rene, vero?
G: mai...lo sentivo raccontare, ma io...
B: e capace un hai mai fatto a zollate coll'artri 'ontadini, e nemmeno a bucciate di coomero vero? un hai mai sartarto i fossi per lungo vero?
G: beh, no, veramente io sa, sono un uomo d'affari...
B: ariborda 'olla topa...via, 'hiudiamola và, ner Gruppo ci sto, son contento matto, seddercaso ir Marchio lo vado a registrà io ar mi' nome tanto 'onosco una alla 'Amera di 'Ommercio...
G: cosa?
B: che no, io piglio la minima ma lo sa lei? o come ci faccio a campà? e ir Viagra chi me lo passa? sennò cosa ci guadagno a sta' in un Gruppo?
G: vabbè, faccia come crede, l'importante è che sia uno dei nostri...
B: bene vello, e sa cosa le dio, da urtimo?
G: mi dica, grande aNpelio
B: ma te colapristi colle modelle?
G: ehhhhhhhh
B: PUPPA, 2-0 e vado a mangià ...click!
Giovanni:
Siamo in attesa del pranzo che consumeremo presso la mia abitazione, sfruttando il primo sole di questa tardiva primavera, raccontandoci alcune amenità, approfitto della nostra parentela ed amicizia e pensando al podismo gli chiedo:
Faremo bene a fare quello che facciamo: allenamenti, corse in salita, mezze maratone, maratone vere? E fino a quale età è opportuno fare queste attività? E il nostro cuore è d'accordo su tutto questo? Mario, mi puoi dire il tuo pensiero?
Mario:
Non vi è dubbio, Giovanni, che quanto mi chiedi è molto pertinente ed attuale, e merita che ti dia risposte puntali ed aggiornate.
Premesso che l'attività fisica è sicuramente un evento positivo per tutta una serie di effetti che brevemente accennerò. Nei soggetti che praticano un'attività fisica con regolarità, rispetto ai sedentari, si possono osservare :maggior controllo del peso, dei valori pressori, del colesterolo LDL(quello dannoso!), un aumento dei valori del colesterolo HDL (quello favorevole!), una riduzione dei trigliceridi, una aumentata tolleranza ai carboidrati e altri eventi favorevoli.
Tali effetti favorevoli si realizzano sia nel sano che nel cardiopatico!

L'attività fisica e la corsa in particolare, (molto più della attività di palestra, indispensabile in fase preparatoria ed utilmente impiegata anche nella riabilitazione cardiovascolare, dopo interventi di cardio-chirurgia o nel post infarto), rappresenta uno sforzo aerobico salutare ma deve essere sapientemente correlato allo stato fisico, all'età e, ovviamente alle condizioni di salute del soggetto.
Premesso quanto detto non vi è dubbio che l'attività fisica è utile ed in particolare la corsa rappresenta tra le attività fisiche sicuramente una di quelle che determina maggiori vantaggi fisici e …psicologici.
Preoccupa il clinico, inutile negarlo, l'atteggiamento mentale di alcuni soggetti, che indifferenti a tutto…vogliono comunque correre! E per riuscire a farlo in modo competitivo, non esitano a ricorrere all'uso di sostanze eccitanti o ad effettuare un vero doping. Allora si che si entra nel rischioso atteggiamento di chi ignorando o peggio non credendo a cosa può accadere, mette a rischio la propria integrità e talora anche la propria vita.
Sgombrato così il terreno da ogni equivoco, si può ben ritenere che ogni soggetto, verificata in modo serio la valutazione delle propria integrità fisica e soprattutto l'assenza di ogni rischio cardiovascolare, possa svolgere una sana attività fisica anche a livello sportivo e la corsa è in questo settore una delle possibili salutari manifestazioni.
Ovviamente ho fatto riferimento all'assenza di ogni rischio cardiovascolare, non solo per diretta conoscenza e perché in quel settore oltre ai vantaggi sopraricordati, possono realizzarsi anche danni, ma non vanno sottovalutati altre situazioni capaci di recare danno quali la fragilità ossea (osteoporosi) o articolare. Non ho nemmeno citato i seri danni respiratori permanenti perché di per sé essi impediscono di fatto il cimentarsi nella corsa.
Giovanni:
Ma insomma in un soggetto "idoneo" la corsa fa bene o no?
Mario:
Ovviamente questa è la domanda diretta che mi aspettavo e ti posso sicuramente rispondere che le attività fisiche e tra queste, soprattutto la corsa, rappresentano un utile e prezioso mezzo per mantenere e migliorare la propria capacità fisica. Quindi non posso che essere favorevole alla corsa in un soggetto sano e ben allenato! Quest' attività,a livello amatoriale, dovrebbe preferibilmente essere svolta all'aria aperta, ( possibilmente non inquinata) e da essa possono trarre vantaggi sani e ammalati ovviamente con impegni ben differenziati.
La vera attività agonistica a livello competitiva è meglio che sia esercitata da soggetti sani, perfettamente allenati e ancora in un'età....compatibile! La corsa deve essere sempre preceduta da un preciso graduale allenamento!
Il "famoso commenda" che sta sempre seduto fra telefoni e-mail e fax, magari fumatore e quasi sempre in soprappeso,che forse per …compiacere qualcuno/a, all'improvviso veste una fiammante tuta e si mette a correre fra le strade inquinate di città, ....cerca solo "rogna" e talora la trova.
Giovanni:
Hai fatto un chiaro accenno all'età, ma nel nostro gruppo ci sono sia giovani che meno giovani.
Tutti si allenano con serietà. Sono certo che nessuno ricorre ad addittivi … chimici, ma tutti siamo animati da una grande passione per la corsa.
Mario:
Fatto salvo quanto detto in precedenza, penso che abbiate scelto una forma estremamente utile per mantenere un buona forma fisica, e socializzare simpaticamente in un ambiente sano quale è la natura e penso che, verificata la presenza di giovani, se non soffri troppo ad …arrivare tra gli ultimi, l'impostazione mentale è corretta e il fisico non può che avvantaggiarsene.
Per uscire da ogni equivoco la Società Italiana di Cardiologia ha proposto una Classificazione dell' attività sportive in relazione all'impegno cardiovascolare: A-B-C-D-E.
Il gruppo A è considerato ottimale (e con rischio cardiovascolare lieve) ed è costituito dalle seguenti attività effettuate a livello non agonistico:Podismo o marcia in pianura, Sci di fondo, Footing, Pattinaggio,Jogging, Canoa turistica,Ciclismo in pianura, Trekking (non esasperato), Nuoto, Golf, Caccia. In tutte queste attività l'impegno cardio-circolatorio e considerato minimo-moderato e gli effetti sono estremamente favorevoli con una attività di pompa cardiaca a ritmo costante, presenza di frequenze sottomassimali e caduta delle resistenze periferiche.
Il gruppo E (ultimo) nel quale sono indicate le attività sportive a livello agonistico con impegno cardiocircolatorio elevato, con frequenza cardiaca, portata centrale e periferica massimali comprende: l'Atletica leggera con 400 m., 800 m ....5.000, 10.000 e la maratona, insieme a tante altre attività sportive (canoa, canottaggio...).
Ovviamente da quanto previsto nel Gruppo A, a ....quanto previsto nel gruppo E esiste una differenza abissale.
Il mio consiglio pratico è il seguente:
se la vostra attività è svolta a livello amatoriale per conseguire vantaggi fisici e mentali state più vicini a quanto previsto per il gruppo A: avrete tutti i vantaggi e nessun rischio e tutti potrete partecipare senza limiti.... di età!
Se intendete raggiungere livelli agonistici, dovete essere ben preparati, assolutamente esenti da difetti fisici e, datemi retta, in età appropriata!
E' contento soltanto quando, nel fine settimana, mi vede soccombere al tavolo di quadrigliato; più perdo, più gode. Non riesco a capire il perchè; sarà che sono molto più bravo? Alberto Batistoni ha provato a seguirmi nelle camminate Domenicali, ma aveva difficoltà con le salite. Anche da calciatore soffriva l'altitudine e non amava la fatica degli allenamenti, ma in campo era dura superarlo, anche se in quei tempi giganteggiava Rombo Di Tuono, al secolo Gigi Riva di Leggiuno. 20O partite giocate in serie A, poi esperienze di allenatore e collaboratore delle squadre giovanili Nazionali, Batistoni commenta il calcio di oggi.
Alberto il calcio è cambiato?
Sicuramente si; adesso si gioca un calcio più atletico e dinamico. Ai miei tempi forse correvamo meno ma tecnicamente eravamo più preparati e di conseguenza il pubblico penso si divertisse maggiormente a vedere le giocate dei campioni dell'epoca, di Rivera, Mazzola, Riva, De Sisti Boninsegna ecc. Inoltre è cambiata la disposizione in campo delle squadre. Allora giocavamo con il marcamento a uomo, adesso si gioca a zona. Noi avevamo un libero dietro, due marcatori, un fluidificante, quattro centrocampisti e due attaccanti. Con questo modulo per gli attaccanti era molto più difficile fare goal.
Il campionato di quest'anno?
Lo vincerà l'Inter perchè è la società più organizzata e con il miglior parco giocatori. L'allenatore è il godimento di televisioni e giornali, ma a me non piace perchè non ha gioco e spesso vince grazie alle invenzioni dei singoli. La Juventus sta facendo uno splendido campionato e lotterà fino alla fine per contrastare la vittoria ai nerazzurri. Milan, Roma e Fiorentina inferiori alle attese, mentre Genoa e Cagliari sono le novità della stagione.
In campo europeo?
Qui siamo alle dolenti note. Tutte eliminate le nostre; ritengo che una delle ragioni principali del tracollo, è che le nostre squadre sono abituate a giocare 50/60 minuti a partita tra ostruzioni, svenimenti per falli veniali o palla in tribuna. Osservando in tv il calcio Inglese si vedono partite di 70/80 minuti e conseguentemente sono più allenati fisicamente. E ancora il numero elevato di stranieri non aiuta lo spirito di squadra.
Che cosa pensi della Nazionale?
La nostra Nazionale è tra le più blasonate al mondo e se i calciatori sono assemblati nella maniera giusta, non sono secondi a nessuno. Nonostante la rinuncia di qualche asso Lippi sta svolgendo un ottimo lavoro, a livello tecnico e psicologico e auguro a lui ed alla squadra un ottimo cammino verso il prossimo mondiale.
La domanda è banale. E Cassano?
E' un grande calciatore ma deve aspettare ancora. Ultimamente si è comportato bene, è maturato molto, ma in precedenza ne ha combinate di tutti i colori, tenendo comportamenti non consoni per l'armonia dei gruppi.
I giovani.
Questo è l'argomento che prediligo. Ho lavorato 10 anni in F.I.G.C. come allenatore in seconda e osservatore delle Nazionali giovanili. Nell'ultima convocazione Marcello Lippi ha chiamato ben 8 calciatori da noi selezionati. Idem per l'under 21, l'under 20 ecc. Mi prendo il merito di avere fatto conoscere diversi giocatori che militavano in serie C e che adesso militano in serie A. Da Gastaldello a Molinaro a Costa e Biondini e in B Diamanti, Luiso, Lodi, Valdifiori. In Italia ci sono tanti giovani validi, ma troppo spesso sono chiusi dai troppi stranieri che militano nelle nostre squadre. Balotelli e Santon sono fenomeni per riuscire nell'Inter e così Marchisio,Giovinco e De Ceglie nella Juve.
Vogliamo concludere con Calciopoli?
Il processo è ancora in svolgimento. Posso dire che questa vicenda mi è sembrata ingigantita e esasperata sia per i personaggi che per le società inquisite. Si conclude la nostra intervista con Alberto Batistoni che iniziò con i ragazzini dell'Aquila Bianca di Arena Metato.
A quale livello si colloca il fondo in Italia?
Alla luce degli ultimi risultati proviamo ad analizzare la situazione del fondo maschile in Italia, cercando di capire perché l'Italia è scivolata così in basso nella graduatoria mondiale, e cercare di dare un piccolo contributo per la sua rinascita.
E' utile ricordare che fino a una decina anni fa l'Italia era presa come modello da imitare, per la continua proliferazione di atleti di lunga lena. I nostri campioni ci erano invidiati da tutto il mondo, i vari Antibo, Panetta, Cova, Mei, Lambruschini imperversano su tutte le piste d'Europa e del mondo, raccogliendo medaglie e consensi. Per non parlare della maratona dove abbiamo avuto due campioni Olimpici: Bordin e Baldini e una serie di campioni come Poli, Pizzolato, G. Leone che hanno vinto importanti maratone in tutto il mondo. Poi improvvisamente a cavallo degli anni 90, la luce si è spenta, la fonte italica si è inaridita, gli africani si sono moltiplicati e hanno cominciato a dominare non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Si potrebbe obiettare che il mezzofondo italiano quando era all'apice, vinceva medaglie a iosa, ma a parte Antibo che aveva la stoffa per ambire a risultati cronometrici di valore mondiale, gli altri non erano dei fuoriclasse, ma degli ottimi campioni che venivano programmati per arrivare all'appuntamento clou dell'anno al massimo della condizione. Oggi a distanza di anni non riusciamo a rinverdire il nostro passato, i nostri atleti, a parte qualche eccezione, sembrano ronzini rispetto ai purosangue africani, e stentiamo a trovare dei validi sostituti ai campioni del passato.
Cerchiamo di capire perchè siamo arrivati a questo punto.
A mio modesto parere vi sono stati errori madornali sulla gestione degli atleti, perché abbiamo cercato il risultato ad effetto, come la vittoria di Baldini alle Olimpiadi di Atene, sacrificando atleti di valore come Andriani, Ingargiola, Bennici, Curzi, ecc. a ruolo di comprimari, per raggiungere il massimo alloro con l'unico superstite, l'unico che sia riuscito ad emergere da questo contesto. Errori di Politica Federale, che ha consentito la presenza di atleti africani in tutte le manifestazioni italiane, umiliando di fatto i nostri giovani, che si sentono impotenti davanti a questo strapotere. E' evidente , che senza essere autarchici, bastava un piccolo correttivo per stimolare i nostri giovani a non deporre le armi.
Cosa puoi consigliare?
Basta dare l'indicazione ai vari organizzatori di fare due classifiche e quindi due montepremi diversi, in ogni gara nazionale in pista o su strada; basta controllare adeguatamente i permessi di soggiorno e l'identità degli atleti degli altipiani, per scoprire che molti sono clandestini, che spesso alcuni corrono sotto falso nome e per varie società, altrimenti non si spiegherebbe questa loro presenza massiccia in tutte le gare dove c'è un minimo di montepremi, visto che le autorizzazioni per il soggiorno subordinato/sport non dovrebbe superare le 130 unità.
Errori tecnici : in passato i giovani corridori venivano impostati sin dalla categoria cadetti (14/15 anni), facendoli avvicinare gradualmente al fondo , con gare di 20' in pista e di 30' per le categorie allievi (16/17 anni).
Oggi , non si sa per quale strano motivo, queste gare sono scomparse dal calendario regionale e nazionale, con il risultato di non avere più ricambio generazionale. Non si capisce per esempio, perché gli allievi della marcia fanno gare di 10 km in pista, mentre la corsa si ferma a 3 km. Consentitemi anche avere dei dubbi sulla gestione tecnica: è mai possibile che in questi ultimi 30 anni l'Italia non è riuscita a creare una rete di tecnici validi che potessero sostituire la vecchia struttura? Non che i validi tecnici del passato devono essere collocati nel dimenticatoio, la loro esperienza è oro colato, ma senza "nuova intelligenza" si rischia di essere ripetitivi, di non apportare nuove metodologie e di inaridire il percorso tecnico che si deve intraprendere.
Tanto per fare un esempio, nella maratona italiana si fa fatica a imporre il nuovo verbo africano. Parlando con vari tecnici e atleti, quasi tutti sono convinti che per emergere bisogna correre quantità industriali di km, mentre gli africani stanno dimostrando che quello che paga è il lavoro qualitativo. Oggi gli atleti africani che si affacciano alla maratona, corrono i diecimila in meno di 27 minuti; come possiamo contrastarli se il nostro migliore elemento (Meucci) corre in 28'08"? E' evidente che l'unica strada da percorrere è quella qualitativa, cercando di far migliorare i personali in pista, anche perché l'aspetto quantitativo si migliora da se nel corso degli anni; un vero allenamento programmato, prevede un incremento naturale di km da percorrere, nel corso degli anni senza però dequalificare tale lavoro.
Altre soluzioni?
A dire il vero ci sarebbe una soluzione più facile, per risolvere i problemi del fondo in Italia: scimmiottare quanto sta avvenendo in altri paesi Europei, ovvero la naturalizzazione selvaggia di atleti africani. Questi inizialmente porterebbero linfa nuova nel panorama italiano, ma successivamente, a contatto con la nostra realtà, ricca di modelli fatui, di inutili beni materiali, inaridirebbero il loro talento con il risultato di adeguarsi al nostro piccolo mondo pseudo-capitalistico.
sicuramente io non ci sarò più quando l'Africa verrà industrializzata, quando verrà sommersa da bisogni inutili, allora anche i corridori degli altipiani, diventeranno un debole ricordo e per cercare nuovi talenti, forse dovremo andare a cercarli tra gli indios dell'amazzonia o in qualche sperduto posto dove la cosiddetta civiltà ha ancora da venire.
Si conclude quì la nostra prima intervista. Ringraziamo Luigi Principato per la disponibilità dimostrata augurando un " in bocca al lupo" a lui ed ai suoi atleti.

23 Settembre 1964

A Goch, cittadina di 34.000 abitanti del Nord Reno- Westfalia nel distretto di Dusseldorf in Germania, nasce Josefa Idem. Avviata allo sport da giovane, sceglie la canoa nella specialità del K1 (Kajak Individuale) vincendo 35 medaglie tra Europei, Mondiali e Olimpiadi e con il suo allenatore Guglielmo Guerrini, che sposerà in seguito, si trasferisce in Italia, a Santerno vicino Ravenna.
Nazionalizzata italiana ha contribuito in misura rilevante ad aumentare il medagliere del nostro canotaggio, di per se già ricco per cultura nazionale. Ha compiuto 46 anni ma sta da tempo pensando alle prossime olimpiadi.

Dicembre 2010

Il celebre presentatore Larry King lascia la Cnn dopo 25 anni e 60.000 interviste, che lo hanno consacrato il principe del piccolo schermo.

7 Agosto 1967

Abita a Titignano con il marito Antonio, con Cecilia, una signorina di 13 anni che frequenta la terza media e Sara, la piccola di 10 anni in quinta elementare.
Ilaria Bianchi, il decimo personaggio da noi intervistato, sino da piccola dimostra versatilità negli studi e nello sport, iniziando da bambina, 10 anni, facendo nuoto fino a 16 anni a livello competitivo. Successivamente si dedica al volley (avrebbe sfondato se in quei tempi ci fosse stato il libero come ora), poi al calcio dove conosce Antonio (sempre intorno ai palloni gli uomini), entrambi abitavano a Montopoli. E ancora la passione per la mountain bike, dove continua a cimentarsi sempre per vincere.
Nel frattempo si diploma all'Isef, ma influenzata dal papà, segretario comunale e esperto di informatica, che la consiglia a questo nuovo indirizzo frequentando un corso a S.Miniato che risulterà vincente, tanto da essere assunta al CED per la locale Cassa di Risparmio. In seguito alla fusione con la Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa,Livorno viene trasferita a Guamo dove, grazie al collega Sergio Bracci, prende la decisione sportiva definitiva, che la consacrerà alle cronache del podismo italiano. Debutta a Tirrenia nella mezza maratona con un significativo 1h 27', successivamente viene notata da Bruno Ceccarini alla mezza di Livorno conclusa in 1h 28'.
Nel 2003, durante una donazione di sangue al centro trasfusionale di Cisanello, dove lavorava Bruno Ceccarini, viene costretta, quasi con la forza, a entrare nel club degli assistiti dall'ex campione pisano. Per pochi mesi e dopo il trasferimento a Titignano, gareggia con le Sbarre, per poi passare definitivamente al Suma, diventato Team Cellfood, dove ancora oggi è felicemente accasata.

L'elenco che segue evidenzia in maniera eloquente l'importanza avuta dalla tenacia, dalla volontà ma anche dalla classe e dalla predisposizione dovuta a un fisico adeguato alle corse podistiche e ancora dalla collaborazione avuta dalla famiglia, non ultimi i genitori.

Anno 2005: maratona di Livorno 1° in 2h 52'
Anno 2006: maratona di Pisa 1° in 2h 45'
  maratona di Livorno 3° in 2h 47'
  maratona di Reggio Emilia 2° in 2h 43'
Anno 2007: maratona Siracusa 1° in 2h 40'
  maratona Salsomaggiore (terre verdiane) 1° in 2h 37'
  maratona di Pisa 1° in 2h 40'
  maratona di Jesolo 1° in 2h 42'
Anno 2008: maratona di Pisa 3° in 2h 56'
Anno 2010: maratona di Lucca 4° in 2h 45'
  maratona di Livorno 1° in 2h 42'
  maratona di Reggio Emilia 1° in 2h 40'

Le prestazioni nelle mezze maratone non sono inferiori.

  • Nel 2005 vince a Torre Del Lago, a Scandicci, a Lammari e a Grosseto.
  • Nel 2006 vince a Grosseto e seconda a Lammari.
  • Nel 2007 vince a Torre Del Lago, a Scandicci, a Bologna con il personale di 1h,14 e a Prato e seconda a Fucecchio e Pieve di Cento.
  • Nel 2008 è prima a Bonelle e seconda a Agliana.
  • Nel 2009 è seconda a Scandicci, Quarrata e Imperia.
  • Nel 2010 è settima a Bologna, terza a Grosseto e prima a Agliana.

I risultati ottenuti sono ancora più sorprendenti se commisurati alla giornata tipo. La sveglia suona imperterrita alle 5,15, ricca colazione e allenamento di 18/20 km. Rientro a domicilio per doccia e cambio di abito (ci mancherebbe) poi inforcato lo scooter, spostamento a Guamo, perché alle 8,15 inizia l'orario di lavoro fino alle 18 dove a casa si riunisce la famiglia. Allora l'atleta prima diventa mamma poi cuoca e allacciato il grembiulino (ancora e sempre di corsa) ai fornelli perché Antonio e le ragazzine devono saziare i morsi della fame (non lei, si sazia solo quando vince).

"Come è possibile tutto questo?" E' la domanda che Le ho fatto, quando sabato insieme all'allenatore Ceccarini e al fido Riccardo, hanno sfidato i cumuli di neve di un venerdì infame e il ghiaccio formatosi il sabato mattina, sono riusciti ad arrivare a casa di mia moglie, che come sempre, non riesce a capire tutto quello che stiamo scrivendo a riguardo di una donna eccezionale.
"Mi alleno divertendomi con tre, quattro amici che sono al mio livello."

Certo che nello sport ma anche nella vita di tutti i giorni, come e ancora di più nel lavoro, spesso nella monotonia e nella reiterazione delle stesse cose, se non si trova divertimento e soddisfazione, mai sarà possibile raggiungere livelli di prestigio. Con i miei agenti di commercio sfruttavo uno slogan "Emergere per eccellere".
Quale è la molla che spinge Ilaria a fare tutto questo ogni giorno? Non credo sia il denaro altrimenti sarebbe una professionista e forse tutto sarebbe più facile. Magari è una sfida con se stessa per dimostrare che si può emergere, sia pure con enormi sacrifici, sacrifici che farà Antonio, sperando non Cecilia e Sara e sicuramente, pensando a loro, superare quei momenti di difficoltà che continuamente si presentano nelle maratone.

Mi sorprende invece constatare la cecità della città, anche e non solo sportiva, nei riguardi di Ilaria e la colpevole indifferenza degli organi di stampa locale. Non è che Ilaria vada a cercare popolarità, sono i risultati che dovrebbero fare eco. Tutto sommato oltre Meucci non riesco a vedere altra luce oltre quella riflessa dalla nostra Ilaria.
Per questo motivo, l'intervista si apre ricordando una campionessa di 46 anni, anche lei madre di due figli, che è orgoglio dello sport italiano e il raffronto non vuole e non deve sembrare irriverente. Nel nostro piccolo siamo felici di avere anche noi pisani, una campionessa che davvero onora il podismo.

E che ciazzecca Larry King? Lui ha fatto circa 60.000 interviste. Io e Riccardo siamo a dieci, ma abbiamo ancora molto tempo davanti a noi.

1° GENNAIO 2011

Il nuovo decennio che è stato appena partorito, nasce tra gli auguri di tutti i popoli e di tutte le persone oneste che lavorano e producono, con la speranza che i giovani possano avere la possibilità di inserirsi nel contesto sociale portando idee nuove e nuovi personaggi. Dell'ultimo decennio poche sono le persone in vita, specialmente in Italia, da ricordare.
Il nostro gruppo podistico, nell'approccio al terzo anno di vita, sta gettando le basi per cementare quel rapporto voluto all'atto di fondazione e se così sarà, lo dovremo all'uomo che ha preso il comando del gruppo. E' da Riccardo Ciardelli che hanno inizio le nostre peregrinazioni e i nostri racconti nel 2011.

3 Luglio 1950

Nasce a Ghezzano aiutato nel parto casalingo dalla "balia" e si è trovato decisamente a suo agio da viverci ancora e addirittura nella stessa casa.
Prende il diploma di scuola superiore e si iscrive alla Facoltà di Fisica nell'Ateneo Pisano, trova il tempo di sposare Anna Maria, facendola madre di Federica e Giovanni (proprio lui, il podista), Francesco arriverà alcuni anni dopo.
Da giovanissimo forma una band molto conosciuta in quegli anni, gli " WHY?", che lo vedono strimpellare con la "chitarra basso", ma nel momento di maggior splendore, con una tournèe in Sicilia già organizzata per l'intera stagione estiva, deve abbandonare la musica per aiutare il padre, che si era ammalato, nella gestione del bar gelateria familiare, guarda un po', collocato proprio sotto casa. Vinto un concorso al CNR come operatore sistemista, inizia a lavorare nel più grosso centro di calcolo europeo ed abbandona gli studi universitari per far fronte ai nuovi impegni di lavoro e familiari.

L'amicizia con Fabrizio Cini, che collabora con Pierfrancesco Pacini, Presidente della Camera di Commercio pisana nell'allevamento di cani da pastore tedeschi, fa nascere una grande passione in Riccardo che rimane coinvolto in questa attività raggiungendo importanti traguardi con la sua Salina di Fossombrone che in Germania, a Karlsrhue, si classifica 8° Eccellente ai campionati mondiali. Nella preparazione dei pastori tedeschi per i campionati è fondamentale la preparazione atletica non solo del cane, ma anche del proprietario e del conduttore, ed il podismo è lo sport più indicato per tali allenamenti.
I continui spostamenti in Germania per le esposizioni canine e l'impegno nell'allevamento, costringono Riccardo ad abbandonare questa sua grande passione, lasciando posto a quella del podismo. E arriviamo ai tempi nostri quando conoscendo Bruno Ceccarini, entra nel gruppo podistico "Suma", di cui fa parte anche Ilaria Bianchi, ma questa è un'altra storia che abbiamo raccontato di recente.
La nostra conoscenza avviene intorno al 2006/2007 quando rientravo alle corse dopo varie discussioni con alcuni chirurghi e Riccardo voleva un club dove l'agonismo non la facesse da padrone. Dopo poco più di un anno, abbiamo deciso con Ugo, Dino e Alessandro di cambiare aria e nasce Quelli Della Domenica con l'aggiunta successiva di Atletica Monti Pisani e finalmente Riccardo diventa presidente, dopo essere stato vice al Cims e riconfermato sempre come vice nell'attuale triennio.
Uomo di grande disponibilità, instancabile lavoratore per il gruppo e per il comitato, non abbiamo penato molto a istaurare una forte amicizia che ci avvicina anche lontano dalla marce. All'interno delle stesse il dualismo è acceso e la sua voglia di primeggiare nei confronti dello scriba, lo porta spesso a non vedere radici o sassi sporgenti determinanti nelle cadute, così dette a pelle di leone. Cosa mai avvenuta nelle discese, sia pure pericolose.